Nella rurale Francia, che tanti crime d’autore ci ha dato negli anni, assistiamo ad una home invasion nella fattoria di Thomas (Bastien Bouillon) dove vive con la moglie Nora (Hafsia Herzi), una “donna in carriera”, la figlioletta e un’amica pittrice (una Monica Bellucci mai così espressiva). Qui arriva una banda di tre fratelli armati che portano, con metodi subdoli e falsamente rassicuranti, minacce di violenza costringendo gli abitanti della casa a subire una pressione psicologica. Come in un History of violence di genere rovesciato, qui infatti è la donna, Nora, in realtà Leila, ad avere un passato che scopre legami con il capo della banda Franck (Benoit Magimel) ed addirittura un omicidio…
Ne nasce uno psicodramma, che coinvolge anche un paio di colleghe malcapitate di Nora, ed uno scivolamento inevitabile nella violenza.
Il racconto si dipana con una calma tesa, molto tesa, ed un utilizzo ben calibrato di “luce ed ombra”, citando Goya, nella notte della campagna francese.
Histoire de la nuit (2026) della sezione Third Kind del Neuchatel Fantastic Film Festival 2026 di Lea Mysius, che ci ha già dato in precedenza due bei film (Ava e Les cinq diables), è un adattamento di un romanzo di genere noir rurale di Laurent Mauvignier che la regista sviluppa sempre dal punto di vista femminile. (voto 6,5)
Nike, una t-shirt Element, auto Renault e Range Rover e citazione per Tinder nel product placement del film.