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CINEMA
13 Febbraio 2024 - 19:20

AL WHISKEY MANCA LA "E" MA IL FILM C'E' TUTTO!

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Gli spiriti dell'isola (Martin McDonagh, Irlanda, 2022)
AL WHISKEY MANCA LA "E" MA IL FILM C'E' TUTTO!

Come un film fatto tutto di dialoghi e scrittura riesca da essere comunque sotto il profilo dell’immagine notevole ce lo insegna Martin McDonagh, regista poco prolifico ma mai banale, quattro film in quattordici anni, tutti in qualche maniera memorabili con quel mezzo capolavoro che è Tre manifesti a Ebbing, Missouri come fiore all’occhiello. Un film, Spiriti dell’isola (2022) che è fatto di ritmo adagio ma con crescendo finale, di atmosfere rilassate ma inquietanti, ironia e tragedia, metafora e consistenza. Attori fantastici, luoghi spettacolari, dialoghi sferzanti.

Padraic e Colm sono amici da sempre. Le loro giornate sono monotone fatte di lunghe camminate, puntate all’unico pub, messa al giorno di festa, tedio e chiacchiere inutili. Cosa vuoi fare su una piccola isola mentre nel vicino continente si scatena una guerra civile? Tutto questo si interrompe quando Colm confessa a Padraic di non poterne più della sua presenza. Non gli ha fatto nulla ma la sua noiosa esistenza, vuota e ripetitiva non glielo fa più sopportare. Vuole trovare nella musica, nell’arte e nella contemplazione qualcosa di nuovo, di più alto e la presenza di Padraic è castrante. Padraic è un brav’uomo, gentile, cordiale con l’idiota del paese, l’unico ad evidenziare le prepotenze del padre di questo, l’unico poliziotto dell’isola, prepotente, limitato e seviziatore del figlio. Vive con la sorella e con un’asina e le adora entrambe, sono la sua famiglia. Tutto questo però diventa metafora del conservatore ottuso, colui che trovata la propria dimensione semplice e tranquilla non ammette che vi siano deviazioni da quella. Quando l’amico cerca di liberarsi da questi vincoli non può accettarlo, non può accettare che abbia rapporti con altri musicisti, che parli con persone giunte dal continente. Non può accettare l’ultimatum di lui nei suoi confronti di lasciarlo in pace altrimenti Colm è disposto ad automutilarsi per farlo sentire in colpa. Non può neppure accettare che la sorella decida di andarsene, soffocata dal suo essere pedante e inibente. E’ così che scoppiano le violenze, è così che innocenti muoiono, animali o persone che siano. L’impossibilità di accettare il cambiamento genera mostri. (voto 7+).

Ambientato nei primi anni del XX secolo non presenta product placement, vi è vero un’insegna del Persse’s Irish whiskey (per altro scritto in maniera errata come whisky che in Irlanda è usato per lo scotch) ma è chiaramente al muro come decoro dato che la distilleria aveva già chiuso i battenti nel 1908, vent’anni prima del periodo in cui è ambientato il film.

STEFANO BARBACINI

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