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CINEMA
13 Febbraio 2022 - 23:13

DIARIO VISIVO (Fruit Chan)

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Public Toilet (Fruit Chan, Hong Kong, 2002)
DIARIO VISIVO (Fruit Chan)

Fruit Chan con Public Toilet esplicita e soddisfa il proprio interesse (già manifestato in alcuni episodi dei film precedenti) per lo scatologico ambientando questo suo film in gran parte all’interno di Toilette pubbliche, quelle storiche cinesi in cui si andava da espletare i propri bisogni in compagnia fumando e chiacchierando nel mentre, fino ai più moderni utilizzati per nascondere armi e rinchiudersi a meditare o... ad incontrare... donne-pesce! In generale comunque di deiezioni umane è interessato tutto il film e l’argomento è più volte riproposto.

In questi luridi bagni pubblici capitava che qualche neonato fosse buttato da madri che per vari motivi erano costrette a disfarsene. Uno di questi, nato cullato dalle feci e allattato dalle urine, viene raccolto ancora vivo da un’anziana donna cinese e per questo soprannominato il “dio dei bagni”. Sarà il narratore di questo film.

Raccontarne la trama si fa fatica dato che il film si dipana tra varie località (Pechino, Pusan, Hong Kong, India e New York), miscela argomenti come la vita e la morte (sono così normali...) e la malattia con l’ecologia e la sopravvivenza, mette in scena personaggi bizzarri come la donna senza ossa che vive nelle acque marine dove scarica un gabinetto ed è cresciuta cibandosi di feci di pesci, un bambino malato di cancro allo stomaco (per forza con quello che si mangiate in Cina...fa dire ad un personaggio), un killer, un italiano (al cui interprete è dedicato il film perchè tornato in Italia ha trovato la morte, purtroppo reale, in un incidente automobilistico) cresciuto in Cina, due anziani pretendenti della nonna del protagonista che hanno passato la vita a contendersela.

Inoltre Fruit Chan, dopo un paio di film più “calibrati”, Il piccolo Cheung e Durian Durian e la bomba visiva e grottesca di Hollywood Hong Kong, torna al suo cinema anarchico in cui la narrazione si spezza, diventa difficile da seguire e a volte è incoerente. Chan se ne frega bellamente della forma e della linearità inserendo: fasi documentarie con canti tradizionali cinesi, processioni di paese, riti funebri indiani; scontri a fuoco documentati da videocamere amatoriali all’interno, il va sans dire, di una public toilet; medici-stregoni che mangiano spaghetti cinesi raccomandando ginseng e urine come metodi curativi che si accodano alle acque del Gange, alla Muraglia Cinese, al loto della neve e ad altre erbe leggendarie per evitare la morte; per non parlare degli spezzoni di film indiani “che sono come le medicine, tolgono le preoccupazioni ma voi di Hong Kong cosa volete saperne!” sottintendendo che il cinema cinese non ha qualità simili...

Insomma tra stranezze, autoironia e filosofia il solito pot-pourri di cinema dell’irrefrenabile Chan.

Product placement casuale o reale? Tutte le brand, neanche poche, le vediamo tra le luci delle città, spesso Pepsi, LG, Galloper, Suntory, più netta la presenza di Novotel.

Stefano barbacini

Hwajangshil eodieyo?

Regia: Fruit Chan
Data di uscita: 01/01/2002
Cast:
Tsuyoshi Abe
Brand:
Pepsi-Cola
LG

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