In una vecchia videocassetta trovo questo film che non avevo ancora visto. La cosa interessante è che la prima immagine che mi appare è quella di Katrin Cartlidge, magnifica attrice inglese troppo presto dimenticata (anche da me). Al cinema la si è vista in Mangia il ricco dell’irriverente Peter Richardson ed è poi diventata popolare con la sua interpretazione senza reticenze in Naked di Mike Leigh. Da allora la sua carriera è continuata tra teatro, cinema e televisione in Inghilterra. Memorabile la sua partecipazione nel ruolo della prostituta Annie Chapman in La vera storia di Jack lo Squartatore. Purtroppo la sua carriera è durata poco perché la sua vita si è, purtroppo, spenta a 41 anni nel 2002.
Ricordarla citando questo Tv Movie non le rende del tutto onore (ha fatto molto di meglio) ma se vi capitasse di vederlo potrete comunque vedere Katrin in tutta la sua bravura e bellezza. In three steps to heaven la Cartlidge è Suzanne, una donna che ha appena perso l’amato Sean (la prima volta che l’ho incontrato mi ha salvato la vita. Aveva 19 anni), morto affogato nel fiume. Suzanne non è convinta che la morte di Sean sia stata un incidente e, procuratasi una pistola che maneggia con imperizia, si improvvisa detective. Scoprirà che Sean è stato visto l’ultima volta a bordo di un auto insieme a tre celebrità, un (ex) ricco affarista con problemi con dei gangster a cui deve denaro, un politico omosessuale masochista e una presentatrice televisiva semialcolizzata e ninfomane. Tutti e tre sono cocaina-addicted.
La nostra riuscirà a contattarli scoprendo che il suo Sean non era certo uno stinco di santo e l’apparire di Suzanne nelle vite dei tre non porterà loro molta fortuna…
Per essere un tvmovie inglese il film del greco Costantinos Giannaris (diventato Costantine in Inghilterra dove viveva e lavorava) è piuttosto spinto sia dal versante sessuale (Cartlidge non si risparmia affatto nei suoi film da questo punto di vista…) che nel trattare in modo esplicito la droga e la violenza. E’ però un film scoordinato, rincorre il pulp inglese di moda nel periodo cercando di utilizzare un ironia nera che spesso diventa semplicemente commedia. Insomma una cosina non riuscitissima ma certamente tosta per il media per cui è stata concepita (non erano ancora i tempi della HBO).