SANCTUM – Alister Grierson (2011)
Un corpo inanimato galleggia tristemente nell’acqua. Indossa una muta da sub NEPTUNE e, magie del 3D, esce dallo schermo dando l’effetto di arrivare addosso agli spettatori…Preambolo.
Poi, come molti film ecohorror o catastrofici ci hanno abituato, vengono presentati i personaggi coinvolti, in un’atmosfera naturale e rilassata, un aereo arriva sul luogo dei futuri avvenimenti sorvolando la natura spettacolare ed esotica (in questo caso il Queensland in Australia anche se nella fiction dovrebbe trattarsi della Nuova Guinea), i protagonisti ci svelano i loro rapporti interpersonali (un padre ha problemi a rapportarsi col figlio perché pensa solamente ad esplorare grotte e non è in grado di avere una vita sociale, lo stesso è costantemente in contrasto con il socio-finanziatore, il socio ha un fresco rapporto con una sprovveduta speleologa dilettante la cui principale caratteristica è la testa dura – per quello causerà notevoli danni -, il braccio destro del capo spedizione ha un passato in cui ha rischiato la vita e ha problemi di salute…) e piano piano si sviluppa la trama.
Una spedizione di speleologi alla ricerca di nuovi anfratti sotterranei sconosciuti, si immerge nelle acque sotterranee dell’enorme cavità di Esa Ala a Papua. Nonostante notevoli mezzi tecnologici e professionalità riconosciute (dalla SSI-Scuba School International il cui logo appare sulle mute di tutto il team) e nonostante l’esperienza e la caparbietà del burbero Frank (Richard Roxburgh, faccia da duro che ricorda quella di Stephen Lang di Avatar) nessuno riuscirà ad evitare che un ciclone imprevisto riempia la caverna di acqua e che crolli strutturali ne blocchino l’uscita. I nostri dovranno a questo punto inoltrarsi nel ventre della terra per cercare un’altra via di scampo, quanti riusciranno ad uscirne vivi?
Atmosfere tra The Descent e Viaggio al centro della terra, ma senza mostri (qui il terrore è rappresentato dalla natura stessa pericolosa quanto basta noi piccoli uomini “fango che si scioglie nell’acqua”), Sanctum è un film d’azione prodotto da James Cameron (nei flani pubblicitari viene immancabilmente sbandierato che è un film dell’autore di Avatar azzerando la visibilità del regista australiano Alister Grierson, qui al suo secondo film) che ha il suo punto di forza nelle immagini esaltate dal 3D (tecnologia nata per dare profondità all’immagine e quindi perfettamente a suo agio nelle profondità della terra) dei cunicoli e delle crepe nella grotta in cui si trovano intrappolati i malcapitati protagonisti.
Purtroppo l’interesse dello spettatore resta quasi esclusivamente visivo (notevoli anche le immagini dei cadaveri delle vittime di incidenti che avverranno durante la fuga che sono realmente disturbanti, anche se non ci troviamo in un film horror) mentre la tensione si stempera troppo spesso nell’ovvio per non dire nella noia. Appiccicaticcio il momento thriller nel finale della pellicola con la lotta tra due dei compagni di sventura mentre più interessante il rapporto tra padre e figlio che finalmente riescono a capirsi quando, costretti dalle difficoltà, arrivano a comunicare, ma è cosa già vista milioni di volte.
Product placement abbondante ma tutto confinato nella prima parte dove la solita APPLE la fa da padrone ma anche il Jet della SEAIR ha parte importante.
Poi, al momento dell’immersione nella grotta, il campo è interamente invaso, come in un lungo spot, dalla NEPTUNE e dalla PETZL, brand specializzate in materiale sportivo e per outdoor.