Hong Kong, un supermiliardario decide di costruire il grattacielo più alto del mondo che faccia sembrare il Burj Khalifa una casetta. Supertecnologico, ecologico con parchi e cascate sospesi fra i piani e, ovviamente, da prassi, comandato da un supercomputer inaccessibile ad alcuni chilometri di distanza.
L'unico modo per accedervi è quello di impossessarsi di un tablet affidato al responsabile della sicurezza che deve testare il tutto prima dell'inaugurazione. Ed ecco l'idea: affidare l'incarico a un ex superagente dell'FBI carico di sensi di colpa per una missione fallita per colpa sua, senza una gamba e con l'aggravante di essersi ormai accasato con moglie e due figli.
Così un ex collega che si è sentito a suo tempo tradito e che lavora nella sicurezza, lo fa assumere per portare a termine il piano dei suoi nuovi capi (non è uno spoiler, fra l'altro capibilissimo, se non per i primi 15 minuti del film) sperando di poterlo fregare e, contemporaneamente, portare a termine la sua vendetta.
Ma appena cominciato il piano (in questo caso rispettiamo il non spolier), qualcosa va male e la moglie e i figli dell'agente sono nel loro appartamento (il piano prevedeva che non ci fossero) in un grattacielo in fiamme e così l'ex agente con un buon grado di invalidità è costretto a trasformarsi in John McClane e ad affrontare il suo Nakatomi Plaza mentre la polizia di Hong Kong gli da la caccia e il tutto viene seguito dalla popolazione da mega schermi Sharp (unico e buon product placement visto che si parla di supertecnologia).
Paragonato da molti all'Inferno di cristallo, in realtà il modello di riferimento è la prima delle mission impossible affrontate da McClane, anche se qui non si raggiunge quel livello di capolavoro rimanendo al livello di un action medio.
Qui rimaniamo soprattutto sul divertimento dell'azione e sul politicaly correct: anche la moglie avrebbe potuto cavarsela da sola ed è di molto aiuto visto che anche lei apparteneva ai corpi speciali e anche i disabili possono compiere missioni impossibili come quella di salire su una gru di 400 metri. Se si potesse ricostruire potremmo scommettere su uno Skyscraper 2 ma in fondo speriamo di no.