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CINEMA
12 Luglio 2017 - 23:57

IL FEROCE SALADINO

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Telefoni Bianchi (Dino Risi, I, 1976)
IL FEROCE SALADINO

Marcella Valmarin (Agostina Belli) è una povera cameriera (decisamente molto più zoccola che povera) del  Westin Excelsior al Lido di Venezia (hotel che viene inquadrato dalle camera alla spiaggia fino al porticciolo del piano inferiore e che, con la mostra cinematografica del cinema, rappresenta il vero product placement del film) che sogna di fare l’attrice e che, a discapito del povero fidanzato Roberto Trevisan (Cochi Ponzoni) a cui non la fa neanche vedere, la da a tutti (sto letteralmente citando I dialoghi del film) pur di arrivare al successo.

Mostra le tette al vecchio centralinista pur di fare una telefonata ad un finto produttore delle Produzioni Littorio a cui l’aveva data, fa finta di andare a sposarsi a Roma ma in realtà si mette con un gerarca fascista (Renato Pozzetto) che la mette in un bordello a lavorare.

Qui scopa un direttore d’orchestra (Lino Toffolo) ossessionato dalla mamma che la porta a cantare all’EIAR (per chi non lo sapesse la futura RAI) ma poi la lascia a giocare con le figurine de I tre moschettieri della raccolta Buitoni - Perugina.

Scappata anche da lui, passando da un letto all’altro, arriva anche a Benito Mussolini (Dino Baldazzi) che la spedisce a Cinecittà sul set di un film di Franco Denza, famosissimo attore di regime (Vittorio Gassman) per farle da parter. (Spassosissima la scena dell’attrice cagna raccomandata dal duce che anticipa vagamente gli scontri fra Renè e Corinne in Boris).

Intanto il povero Roberto viene spedito da un fronte all’altro dell’impero dall’amante di turno, mentre Alba Doris (nome d’arte scelto da Marcella) viene osannata come diva di regime.

Ma la sua fortuna dura poco. Caduto il fascismo incontrerà anche il terribile Adelmo (Ugo Tognazzi), il personaggio più odioso del film che commercia in gatti (da vendere alle trattorie) e in ebrei (da vendere ai nazisti) e la usa per scambiarla con I meccanici in cambio delle riparazioni del camion.

Alla fine troverà l’amore anche se (commento di Roberto) rimarrà sempre una maiala.

Film classico della commedia italiana degli anni ’70 diretto da Dino Risi nel quale però (giusto per usare un termine adatto ai dialoghi del film) I grandi mattatori esagerano per mostrare chi ce l’ha più lungo. Molto spesso strafando.

Solo un product placement presente oltre all’hotel, un bel cartello Ramazzotti bene in vista. 

JMN

The Career of a Chambermaid

Regia: Dino Risi
Produzione: Dean Film
Data di uscita: 06/02/1976
Location: Venezia

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