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CINEMA
12 Giugno 2013 - 16:57

SOLO DIO PERDONA

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Nicolas Winding Refn torna e con lui Gosling
SOLO DIO PERDONA

SOLO DIO PERDONA – Nicolas Winding Refn (2013)

Prendete uno Yakuza movie giapponese, toglietegli la mafia e tenetene solo le ripetute vendette e le armi da taglio con cui si tranciano gole e arti, ambientatelo nella patria nel nuovo martial art action movie cioè la Thailandia, rallentate più che potete immergendolo in un’atmosfera lynchiana, ammantate di tragedia greca, guarnitelo con l’inossidabile Ryan Gosling, condite con una colonna sonora dagli echi gobliniani. Firmate il tutto con gli avvolgenti movimenti di macchina di cui andate famoso e avrete la nuova bizzarria artistica dell’inarrestabile Nicolas Winding Refn.

“Solo Dio perdona” è certamente il film più visionario e stiloso di quelli che il regista ci ha regalato nella sua notevole carriera. Nei ringraziamenti finali personali di Refn ci sono i nomi di Gaspar Noè e ad Alejandro Jodorowski e se sommiamo gli interessi evidenziati dalla struttura del film con i nomi da lui citati (ma potremmo aggiungere Lynch come convitato di pietra) abbiamo una realistica comprensione di dove si rivolge la sua attenzione cinematografica.

Evidentemente amante del cinema di genere orientale e italiano ha comunque le capacità visionarie e il gusto del bizzarro degli autori testè citati; quegli autori capaci di andare oltre l’ovvio e di restituirci un cinema in cui la narrazione passa in secondo piano di fronte alla composizione dell’immagine (curata nei minimi dettagli), ai richiami all’arte pittorica e scultorea, al ritmo e alle atmosfere. Ovvero il “racconto per immagini”, con il rapporto sbilanciato verso le seconde (come a mio parere dovrebbe sempre essere altrimenti ci basterebbe la letteratura…), cosa che dovrebbe essere ovvia per i prodotti della settima arte ma che invece è sempre più difficile incontrare nel panorama generale.

Julian e Billy sono due fratelli che gestiscono in Thailandia una palestra di box, copertura per la loro vera fonte di guadagno che è il traffico di droga. Mentre Julian è un personaggio con limiti morali alla crudeltà e all’illegalità, Billy non si fa scrupoli ad ottenere ciò che vuole, nello specifico della nostra storia nel violentare ed uccidere una prostituta minorenne. Questo atto violento sarà l’inizio di una serie di vendette e controvendette a cominciare dall’omicidio di Billy da parte del padre della ragazza.

La morte del crudele Billy, il poveraccio padre della ragazza che ne ha sopportato la vendita del corpo per poter sopravvivere, il tenebroso ed enigmatico Julian, la compagna di quest’ultimo (entreneuse bella e pronta ad assecondarne le usanze sessuali ma non a sopportarne le tendenze “edipiche”), i sicari, i poliziotti, sono tutte pedine dello scontro tragico ed epico tra l’erinni vendicatrice Jenna (madre di Julian/Gosling e di Billy, interpretata dalla MILF, se questo acronimo ha un senso qui lo trova, Kristin Scott Thomas) e il “diavolo” asiatico Chang (interpretato dall’attore thai Vithaya Pansringarm) capo della polizia dai tanti sporchi interessi, crudele giustiziere a colpi di spada di chi sbaglia e dal curioso hobby canterino.

Incrocio di simboli religiosi, sogni, visioni, riproduzioni richiamanti la virilità (tra cui l’immagine del David di Michelangelo), souplesse narrative, sperimenti coloristici (il film è dominato dal colore rosso): il mondo di Refn si arricchisce e si fa più denso. Una gioia per gli occhi, una sferzata autoriale reinventante il cinema popolare.

“Deludente” il product placement, almeno ai nostri occhi occidentali. La coproduzione tailandese decide di appoggiarsi a brand e maestranze locali, parecchie delle quali citate nei titoli di coda, restituendoci insegne esclusivamente in alfabeto thai.

Stefano Barbacini

Only God Forgives

Regia: Nicolas Winding Refn
Produzione: Wild Bunch
Data di uscita: 01/01/2013

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