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CINEMA
12 Maggio 2013 - 10:33

EFFETTI COLLATERALI

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Jude Law psicologo, beve Rolling Rock
EFFETTI COLLATERALI

EFFETTI COLLATERALI – Steve Soderbergh (2013)

“(Negli Stati Uniti) è diverso che dalle altre parti dove i farmaci si prendono se si è malati, qui si prendono per stare meglio..”

Il dr. Jonathan Banks/Jude Law, psicologo di fama, è ben conscio del potere del suo ruolo e di quello delle case farmaceutiche sul condizionamento generale del popolo americano nei confronti della necessità di una “pillola” come unico rimedio per sopportare l’horror vacui della propria depressione. Nondimeno non ci pensa su troppo nel prestarsi a testare nuovi psicofarmaci per l’industria a fronte di un elevato compenso in denaro. Come non sta lì a farsi troppi scrupoli nel verificare gli effetti dell’iperpubblicizzato ABLIXA sulla paziente Emily/Rooney Mara quando questa continua a richiederne la prescrizione nonostante il marito ne denunci l’eccessiva potenza “tranquillizzante”.

Emily ha visto la sua vita sconvolta dall’arresto del marito anni prima per “inside trading” e da quel momento depressione e manie suicide l’accompagnano nelle sue giornate anche dopo il rientro a casa del compagno. Per questo chiede aiuto a Banks e scopre che solo il famigerato Ablixa ha effetti lenitivi per la sua psiche.

Soderbergh gira con il consueto straniante modo, affinato in “Contagion”, che potremmo definire “anfetaminico” per restare in argomento, coinvolgendoci in un atmosfera di indagine sui mali contemporanei e le preoccupazioni sulla deriva dell’uomo moderno. Sembra proprio che il suo fine sia quello di affrontare anche con questo film l’indagine distopica della società americana proprio come fece splendidamente con “Contagion”, gioiellino di problematica applicata allo spettacolo.

In realtà dopo che Emily in stato sonnambolico, dovuto al tranquillante in causa, infilza a più riprese il coltellaccio da cucina in varie parti anatomiche del marito lasciandolo cadavere sul pavimento del salotto, nel momento cioè in cui l’horror vacui si trasforma in horror reale, la pellicola diventa oggetto hitchcockiano a tutti gli effetti e comincia a trasformarsi in un suspence-movie.

Emily è colpevole di quello che ha fatto in stato inconscio? Quanto in casi come questo sono colpevoli gli psicologi (qui il nostro Jude Law che a causa di questo avvenimento perde tutti i suoi privilegi di stimato e ricco medico)? Quanto le case farmaceutiche? Quanto i media?

Il film allora comincerà ad inanellare svariati colpi di scena che porteranno questi quesiti degni di dibattito ad alti livelli verso una narrazione di genere in realtà molto più friendly avvicinandosi alle aspettative dello spettatore che potrà godersi uno sviluppo che ricorda le atmosfere a colpo si scena continuo di, ad esempio, “Masquerade” di Mankiewicz, tanto per continuare a citare modelli alti (troppo?) dopo aver scomodato anche lo zio Alfred.

Nelle vicende avrà un ruolo fondamentale pure Catherine Zeta-Jones nei panni di un algida collega psicologa dalle forti predilezioni lesbiche e soprattutto saranno protagonisti del film l’avidità di denaro e i giochi d’alta finanza per arricchimento personale; tanto che alla fine proprio questo argomento quanto mai d’attualità, il modo delinquenziale di sfruttare le quotazioni di borsa, quella famosa finanza (troppo) creativa che ha portato alla crisi mondiale, sembra essere l’interesse principale a cui tende il regista.

Come al solito Soderbergh ci consegna un entertainment intelligente dimostrandosi regista di assoluto livello se non altro per la curiosità con cui continua a deviare verso argomenti e stili mai ovvi, a dispetto di una critica che proprio per questo (non essendo facilmente inquadrabile all’interno del cinema mainstream ha difficoltà ad essere riconosciuto come autore) tende a snobbarlo e a maltrattarlo (anche perché non ne sopportano questa aria da primo della classe che fin dal suo esordio non si trattiene, in effetti, a far pesare un po’ a tutti).

La pubblicità del “fake” ABLIXA, farmaco protagonista del film si può trovare su internet all’indirizzo http://www.tryablixa.com dove potrete anche gustarvi gratuitamente una valutazione professionale da parte di… Jonathan Banks! Vi è naturalmente anche reale product placement nel film. Parte preponderante per veri psicofarmaci come EFFELXOR, ZOLOFT, TORAZINE, tra gli altri. Ma tra le numerose brand possiamo citare le solite APPLE (computer), BLACKBERRY (smartphone), BMW tra i prodotti di consumo, GOOD MORNING AMERICA, NEW YORK POST, YAHOO, WIKIPEDIA, tra i mezzi di comunicazione.

Insolita invece la presenza della birra ROLLING ROCK che evidentemente ha deciso di contrastare la solita Bud inserendosi nel cinema mainstream.

Stefano Barbacini

Side Effects

Regia: Steven Soderbergh
Data di uscita: 01/05/2013
Cast:
Rooney Mara
Brand:
BMW

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