Presentato a Venezia nel 2001 senza lasciare ricordo di sè, Hollywood Hong Kong è un film assolutamente da riscoprire.
Sesso e karnazza era una canzone degli Skiantos e potrebbe calzare a pennello per questa dark comedy di un Fruit Chan in splendida forma. Infatti la carne e gli istinti che libera, siano di golosità o sessualità, sono il motore del film.
La carne di maiale arrostita è l'occupazione dei tre obesi (padre e due figli) protagonisti del film che appaiono fin dall'inizio sul loro mezzo con cui trasportano carcasse di maialini pronti per esser trasformati in porchetta. I loro ventri enormi e flaccidi ci accompagnano in un sobborgo di Hong Kong dominato dai grattacieli dell' HOLLYWOOD PLAZA.
La carne in vendita della giovane Tong Tong è il secondo punto "carnale" del film. La ragazzina ancora minorenne si concede ai grassoni ma anche al giovane Hung Hung per poi ricattarli al fine di raccattare i soldi per poter andare a Hollywood, quella vera di Los Angeles dove sogna anche DISNEYLAND.
La carne tatuata e tagliata, staccata dal corpo, è un terzo elemento grottescamente drammatico. A Hung Hung che non vuole cedere al ricatto della ragazzina verrà infatti tagliata una mano e finirà per averla sostituita con un'altra ma... sbagliata. Si ritroverà con due sinistre!
E non è finita qui perchè nella follia del racconto (che è anche quella della vita) troviamo pure una scienzata pazza che vorrebbe far nascere bambini dalla carne di una scrofa e una fidanzata del padre obeso che finirà macellata e data in pasto ai maiali... letteralmente.
Senza esagerare i toni ne verso il sanguinolento ne verso la sessualità spinta, Chan riesce ad imbastire un opera grottesca e pulp di sorprendente giustezza, presentandola con una fotografia contrastata che mette in risalto la baraccopoli in cui si svolge la vicenda in una Hong Kong umida, calda e sporca.
KFC e MACDONALD'S rappresentano il product placement del film (e sempre di carnazza si tratta) con la partecipazione della solita COCA COLA.