vacanza un po’ particolare fatta da un gruppo di amici francesi che si ritrovano sulla costa della Provenza nel campeggio Bel sole. Fra loro ci sono i Laijoie, padre madre e figlio, che hanno una brasserie a Parigi carica di Product placement Riuchard e Kantenbrau, i Schumacher ufficiali a Strasburgo e i Colin che vendono biancheria intima ai mercati.
All’inizio potrebbe esere una debole commedia al’italiana di quegli anni con il papà barista maiale che fa chinare la cameriera bona per guardarle il culo e palparla, le gag su un traffico da “L’ingorgo” per arrivare al mare, le incomprensioni al campeggio, gli amoreggiamenti fra il figlio Laijoie e la figlia Colin (isabelle Huppert) e i dialoghi a cena fra gli amici fra le mogli che provano le misure dei reggiseni e gli uomini tirano fuori tutti i luoghi comuni su italiani e tedeschi, anche se si vorrebbe fare amicizia con l’imprenditore edile Vigorelli (Pino Caruso) ma poi qualcosa cambia.
Ad una festa due algerini importunano Brigitte (la figlia dei Colin) facendo irritare il figlio Lajoie. La mattina dopo Brigitte va a prendere il sole nuda in un posto isolato. Il padre Lajoie la raggiunge ed incomincia a violentarla uccidendola e così poi nasconde il cadavere vicino alla caserma dove dormono i muratori algerini.
Vi risparmio tutto quello che succede da questo punto in poi fatto di cinismo del barista che scatena i villeggianti contro gli algerini, della solita polizia che quasi sta a guardare nonostante alcuni scombussolamenti e del linciaggio del presunto colpevole. Vi dico solo che non vi anticipo il finale.
Tante le situazioni che ritornano e che ritorneranno, come abbiamo già visto, nei film di Boisset. Voto 6+. Vincitore dell’orso d’argento a Berlino nel 1975