HEREAFTER – Clint Eastwood (2010)
2004: Tsunami in Thailandia.
La famosa giornalista politica francese Marie Lelay (Cecile de France, la ricordiamo nel ruolo della sanguinaria Marie di ‘Alta tensione’), titolare di un popolare programma di inchiesta della FRANCE TELEVISIONS, canale FRANCE 2, donna copertina tanto da diventare testimonial per BLACKBERRY e avere la propria immagine esposta in tutta Parigi, è travolta dalle acque dell’oceano e praticamente affoga per poi “resuscitare”. I pochi momenti in cui è “morta” resteranno dentro di sé cambiandole la vita al ritorno nella natia Francia (che avviene con un aereo della VIRGIN ATLANTIC).
Nel frattempo a San Francisco un posato Matt Damon (che continua così la collaborazione con Clint Eastwood dopo aver interpretato il capitano degli Springbocks in ‘Invictus’), operaio della C&H CANE SUGAR dove tutto il giorno lavora con un muletto YALE ed appassionato di Dickens che reputa migliore di Shakespeare, è costretto a convivere con un passato traumatico. Da piccolo è stato vittima di una malattia che lo ha costretto a subire un’operazione al cervello la quale gli ha lasciato in eredità la facoltà, con un semplice tocco delle mani, di diventare tramite con il mondo dei morti e quindi con la possibilità di far comunicare chiunque con i propri cari. Un dono che si tramuta per lui in una maledizione.
Terzo luogo e terzo protagonista. Siamo stavolta a Londra dove una madre tossicodipendente rischia di perdere l’affidamento dei due figli gemelli (i bravissimi Frankie e George McLaren) che invece sono decisamente uniti tra di loro ed abbastanza maturi per fare da sostegno alla genitrice snaturata. L’episodio inizia con una foto dei due ragazzi fatta con una NIKON e che rappresenterà l’ultimo ricordo del fratello morto per Marcus. Infatti Jason, il gemellino, dopo essere andato di corsa, per evitare una crisi alla madre, alla farmacia STANTON CHEMISTS resterà vittima di un incidente mortale, investito da un furgone MERCEDES. Marcus non riuscirà a rassegnarsi alla perdita del fratello e cercherà la possibilità di comunicare con lui interpellando, anche con l’aiuto di GOOGLE e YOUTUBE, vari “sensitivi” che si riveleranno dei truffatori.
Naturalmente si andrà verso un finale in cui le tre storie si incroceranno con il tema comune esposto, i rapporti con la morte e l’aldilà.
Eastwood ha ormai preso il ritmo di Allen sfornando regolarmente un film all’anno e restando sempre ad un livello di qualità notevole. Dopo il “kolossal” (in verità sopravvalutato) ‘Invictus’, ci presenta questa sua nuova opera molto meno magniloquente. Il suo racconto si fa più intimo tra l’Altman più europeo e il Rohmer più poetico. La forza del vecchio Clint (che col tempo si fa più sentimentale e spirituale) è quella di riuscire a rendere interessante l’ovvio. I suoi sono fondamentalmente film semplici con trame per lo più prevedibili, ma il suo incedere non è mai banale e la coerenza del suo stile (che riesce comunque a non essere mai uguale a sé stesso) si rifà ai grandi registi della Hollywood classica, capaci di affrontare qualsiasi argomento adattandosi col mestiere ad ognuno di essi.
‘Hereafter’ è fondamentalmente una fiaba che pone in primo piano il dilemma del dopo morte senza però un reale interesse a farne la chiave del film. Esiste? E se esiste com’è? Il dubbio è subito risolto, infatti nel film i tre personaggi principali sono creati per dirci che l’aldilà c’è ed è “un luogo figo in cui tutti possono essere qualunque cosa, pieno di luce e senza gravità”.
Ma questa non è la descrizione di un bel sogno? Non è questo “il” Sogno che più o meno coscientemente tutti serbano nel cuore per sperare di fuggire dalla realtà di questo mondo in cui viviamo e che facciamo di tutto per rovinare, in cui le alterazioni del clima causano tsunami disastrosi, in cui la crisi economica porta disoccupazione e disperazione spesso affrontate facendo ricorso a droghe ed alcol, in cui terroristi mettono bombe nelle metropolitane, in cui si sfrutta la manodopera del terzo mondo con le delocalizzazioni?
Questo è l’obiettivo di Eastwood, non certo dare risposte a questioni metafisiche: inseguire questo sogno, avere una speranza di una via di uscita dalle brutture quotidiane, e riuscire con questo tentativo a incontrare momenti d’unione e d’amore che ci aiutano a sopravvivere in QUESTA vita. Con ottimismo, nonostante tutto.
I computer APPLE, sfruttando anche la “cinematografica” mela del logo, ormai imperversano nel cinema quasi come la COCA COLA (bevuta dai ragazzini) e la BUDWEISER con i suoi neon nei locali.
Il bestseller Hereafter, libro scritto dalla giornalista interpretata dalla De France, è pubblicato nel film dalla fantomatica AQUARIUS Book e non si capisce perché non direttamente dalla SIMON & SCHUSTER che imperversa con un enorme stand nella fiera del libro di Londra nelle scene in cui è presentato e che sono quelle fondamentali dell’incontro dei tre protagonisti.