Tramite la mediazione di Film TV (vedere catalogo su streaming.filmtvod.com) si possono acquistare da Vimeo al modico prezzo di 2 euro e 50 in streaming alcune opere meritevoli, non distribuite sul territorio italiano; si ha così l'opportunità di vedere opere di Filho, Reygadas, Teguia, Lapid, cioè opere inedite di alcuni dei più promettenti nuovi registi.
La mia scelta stavolta è caduta su I used to be darker il cui autore Matthew Porterfield è quotatissimo negli ambienti arty, quegli artisti (o se dicenti tali) un po' snob che tra un cocktail e l'altro esaltano autori come Buambach e Linklater come fossero Orson Welles o Billy Wilder...
Quindi, interesse sì (anche con l'intenzione di recuperare i precedenti, quotatissimi, film di Porterfield, Hamilton e Putty hill anch'essi inediti in Italia) ma senza aspettarmi più di tanto.
Il film è minimalista e accattivante, sicuramente tale da piacere al Sundance, raccontando i problemi di una ragazza che si ritrova incinta a 19 anni (interessante la scena iniziale in cui capiamo il dramma della giovane che scopre da sola in bagno il problema, poi rintraccia al party il giovane padre a cui non ha il coraggio di dire nulla perchè si capisce, in piano lungo e senza dialoghi, che questi è più interessato ad altre conquiste che non a lei) e, avendo difficoltà di rapporti con la madre, si rifugia a casa della zia, però proprio nel momento in cui questa si sta separando dal marito e per questo sta entrando in conflitto con la propria, di figlie.
I rapporti contrastati tra zia e nipote, zia e zio in procinto di separarsi, zia e sorella (madre della protagonista), della protagonista con la madre e il tempo ormai passato che non si recupera più, sono gli argomenti del film, affrontati tramite piccole sequenze mai esaustive ma che sanno toccare. Il film è ambientato nel Maryland in un milieu artistico-borghese, infatti la coppia, in disfacimento, di zii è formata da due cantautori , lei ancora in auge, lui che ha abbandonato per un lavoro “normale” ma che ricomincia a scrivere canzoni dopo la separazione. Ciò permette al regista di trasformare l’intera pellicola in una malincolica ballata con Kim Taylor che canta intere canzoni, splendidamente in parte; piacerà a tutti gli amanti del country-folk.
Product placement in cui molti locali sono citati o in cui vi sono ambientate scene (SPORTLAND a Ocean City, TONY’S PIZZA, PIZZERIA GOLDEN STAR, PRIME RIB a Baltimora), poi i SUV, una JEEP LIBERTY e un SAFARI GMC TRUCK, un MACBOOK PRO e infine, di sfuggita, una macina caffè BUNN.