Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
11 Marzo 2011 - 00:19

IL GRINTA

 Print Mail
Joel e Ethan Coen
IL GRINTA

IL GRINTA (2010) – Coen Bros.

 

Di tutto ormai ci aspettiamo dai fratelli Coen. Stavolta però ci sorprendono andando a ripescare un film western-crepuscolare di Henry Hathaway (con John Wayne protagonista) per rifarne un remake perennemente indeciso tra il cinema classico e il loro cinema. Ma non ci sorprende il loro interesse nel western, lo troviamo piuttosto logico, ma ci sorprende che ce lo propongano con un’opera per lunghi momenti scontata e “classicamente” noiosa.

Il film è in qualche modo ciò che fu “Una storia vera” per David Lynch, con la differenza, sostanziale, che quello fu un film ai limiti del capolavoro, opera quasi perfetta, road movie intimo sulla vecchiaia.

Questo “Il Grinta”, invece, è un film che manca totalmente di coerenza interna. Se confrontiamo film diversissimi tra loro come “A serious man” con “Burn after reading”, “Non è un paese per vecchi” con “Barton Fink”, ad esempio, è evidente la diversità di stile e di argomentazione che i Coen ci propinano. Però quelle erano tutti lungometraggi che, nella loro diversità, avevano uno stile compiuto per tutta l’opera.

In “Il Grinta” tutto ciò non si verifica. Il film sbanda spesso verso strade intraprese ma non percorse fino in fondo. Tra le orribili parti iniziale e finale, in cui si vuol fare “il capolavoro” da Oscar ma non si fa altro che scadere nel fastidioso con un commento sonoro pedante (mentre il country un po’ folle a cui ci hanno abituati i registi in altri film viene ripresentato solo sui titoli di coda), per fortuna troviamo anche qualche lampo tipico del genio dei fratelli come nei momenti più crudi, attimi di western “sporco”, quasi peckinpahiano o leoniano: dita tranciate, spari a bruciapelo, cadaveri putrefatti mezzi mangiati dagli uccelli, vecchi pistoleri che emanano puzza di vacca e di cavallo. Troviamo anche un personaggio folle, purtroppo poco, troppo poco, sfruttato, il bandito Harold, tipico personaggio che ci aspettiamo dalla penna dei Coen. E troviamo anche cavalcate nell’immenso paesaggio del Texas e del New Mexico (sui titoli di coda ringraziate le rispettive film commission) sotto lievi fiocchi di neve, omaggio ai classici del western hollywoodiano, Hathaway e Walsh.

Molte, troppe verdure in questo minestrone che ha comunque, alla fine un buon sapore, ma il brodo è troppo allungato. Le varie parti non legano bene insieme. Le schermaglie ironiche tra i tre protagonisti, la ragazzina vendicatrice che chiede aiuto a Jeff Bridges, vecchio ubriacone guercio con qualche problema di mira, e a Matt Damon, più giovane e meno esperto cacciatore di taglie in continua lotta col primo per vedere chi lo ha più… duro oppure l’indice puntato contro il denaro come unico modo per ottenere giustizia in un mondo governato dal potere della ricchezza, sono stemperati nei ridicoli eroismi di uomini e cavalli che scadono nel sentimentalismo senza quella secchezza e quel cinismo che avrebbe rappresentato la giusta conclusione per le gesta di personaggi di questo stampo. Questo non necessario trascinamento avventuroso (come ad esempio nel finale) sarà forse farina del sacco di Spielberg, produttore?

Il film non è brutto ma è come quando ci si aspetta un regalo da un amico e questo te ne fa un altro, pure bello, ma che non è quello che volevi.

Product placement difficile in un western, ma i Coen sfruttano sapientemente le opportunità dategli dalle Commission di cui sopra e nei titoli ringraziano anche il POSTAL OFFICE nazionale che in effetti compare nella sua bellezza d’epoca.

Ci sono poi le armi, il precisissimo fucile SHARPS che colpisce l’obbiettivo a 400 metri di distanza e le COLT Navy e Dragoon (questa in realtà si inceppa in un brutto momento…).

Ma la cosa più curiosa è quanto raccontato da Bridges che ricordando il proprio passato afferma di essere stato proprietario del ristorante “THE GREEN FROG”, ebbene il ristorante in questione porta lo stesso nome di un noto locale di Jacksboro, Texas. Caso, product placement o semplice ringraziamento per una sosta mangereccia della troupe che si trovava a girare nei dintorni?

 

 

 

Stefano Barbacini

True Grit

Regia: Ethan Coen
Data di uscita: 01/01/2011
Brand:
Colt

Attenzione: l'accesso ai link č riservato agli abbonati Dy's World


© www.dysnews.eu