Amabili resti, per la regia di Peter "Lord of the Rings" Jackson, è l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo di successo (Lovely bones in origine) di Alice Sebold. Nel polpettone cinematografico (addomesticato e decisamente meno crudo del romanzo) da ben 139 minuti che ne segue, che spesso e volentieri comprime, rilegge e riadatta (quando non stravolge) diversi punti del romanzo e personaggi secondari, trovano spazio un luogo fuori dal tempo e dallo spazio molto new age in cui si muove la protagonista Susie Salmon, spirito di una ragazzina uccisa e violentata da un serial killer in attesa di accedere al Paradiso. Ed in parallelo una vicenda "terrena" inperniata sul family-drama con qualche sviluppo poliziesco, che racconta la storia della sua famiglia e di come elabora la tragedia che l'ha colpita. Interessante la figura del serial killer vicino di casa insospettabile (cosa che nella realtà ne avrebbe causato, oggigiorno, l'immediata scoperta), che sebbene stereotipato per molti tratti ha dalla sua un certo carisma malato da vero boogeyman. Il "fantasma" di Susie ci fa da narratore e ci guida passo a passo attraverso la storia, sui due diversi livelli metafisico e reale, sino al suo epilogo agrodolce (e decisamente affrettato). Risultano decisamente molto interessanti gli inserimenti di marchi famosi che abbiamo riscontrato nella pellicola. Innanzitutto, ad inizio film, la protagonista Susie (ancora in vita) accompagna in ospedale il fratellino prendendo l'auto del padre in quel momento al lavoro. Una fiammante Ford Mustang rossa, il classico modello diventato famoso dal suo lancio nel 1964, il cui nome ancora oggi ispira le strategie (ed i nuovi modelli) di Ford Motor Company. All'interno della "trappola" in cui il killer attira la povera Susie, si vedono poi due bottiglie di Coca-Cola da 25cl, le classiche bottigliette in vetro vintage. E Lo stesso assassino ne offre una alla ragazzina, prima di aggredirla. Notiamo poi che la macchina fotografica (e relativi rullini) che Susie riceve in regalo ad inizio film è un modello compatto della Kodak (Eastman Kodak Company). Il logo Kodak sarà poi in seguito visibile sui rullini che il padre di Susie porterà a sviluppare dopo la sua scomparsa, ed anche su vetrofanie applicate sulla vetrina del negozio di fotografia dove si reca per lo sviluppo. E' riconoscibile inoltre in una scena la rivista Seventeen (Hearst Corporation), magazine per adolescenti americano fondato nel 1944 ed oggi titolare di svariate edizioni internazionali in tutto il globo. Per terminare, segnaliamo che la sorella di Susie quando si intrufola nella casa del vicino ormai sospettato colpevole in cerca di prove calza scarpe Nike facilmente riconoscibili.