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CINEMA
10 Dicembre 2017 - 01:09

DIARIO VISIVO (Claire Denis)

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Vendredi soir (Claire Denis, Francia, 2002)
DIARIO VISIVO (Claire Denis)

Un film di quelli che gli impazienti e irrequieti spettatori del cinema odierno, fracassone e superveloce, pieno di “cose che succedono”, sovraccarichi di azione e trame improbabili, sicuramente odieranno. Uno di quei film che i comici si divertono a sbertucciare per la loro “pesantezza” e per la lunghezza delle scene su avvenimenti senza importanza.

Posto che quello che è importante o meno nei racconti e nella vita della gente spesso si scosta da ciò che è raccontato nei film, in effetti in Vendredi Soir della libera e inclassificabile Claire Denis la trama è ben poca cosa e praticamente non vi succede nulla. Una donna si prepara a fare trasloco e si sposta in auto per raggiungere un’amica ma finisce in un ingorgo. Imbottigliata nel traffico lascia che uno sconosciuto entri in macchina per scaldarsi. I due si piacciono e finiscono a letto in un hotel. Fine. FINE!

La regista chiede allo spettatore di lasciarsi andare alla lentezza, alle piccole cose, alla materia (muri, auto, strade, cose e, soprattutto, corpi, ripresi dettagliatamente e con un’attenzione di una densità materica, appunto). Cerca di restituirci una filosofia di vita, quella della protagonista che riesce a prendere tutto quello che succede come un’esperienza da vivere, senza inquietudine, senza fretta, senza agitazione. Così come non si irrita per il tempo perso nell’ingorgo, neppure si sorprende troppo quando lo sconosciuto entra nella sua vita. Anzi quando pensa di essere stata truffata da lui si dice tra sé che non è successo niente e anche se è rimasta in maglietta nel gelido dell’inverno non si dispera e si ripete che non sente freddo. Poi il contatto fisico, la dolcezza di pochi momenti d’amore di cui tutti si ha un gran bisogno. Senza le sovrastrutture di un rapporto. Senza la pesantezza dell’interscambio temporale che tutto piano piano rende meno attraente. Ecco la vita. Pochi attimi da assaporare senza stress, senza sogni di grandeur (che poi sono praticamente sempre disillusi) ma solo, esclusivamente, la semplicità della vita.

Lasciatevi andare alle visioni di una delle registe più sottovalutate dei nostri tempi che in questo film si propone come un Malick al femminile, o una Varda rivisitata.

Laure, la protagonista, non usa il cellulare e comunica con le care vecchie cabine telefoniche su cui si staglia la pubblicità FRANCE TELECOM, primo product placement del film che comprende anche VOLVO (sulla cui scritta sul cofano di un auto la regista decide di mettere un’animazione bizzarra), PEUGEOT (la macchina di Laure) e poi NICOLAS, FOIRE 20, negozi inquadrati. Poi tanto location placement con la PIZZERIA DUE TORRI che ha un’importante scena ivi girata, l’HOTEL CHARMA, il locale LE RALLYE. Infine notiamo una “non so quanto casuale” apparizione di una scritta LAVAZZA chiaramente inquadrata in un bar.

STEFANO BARBACINI

Vendredi soir

Regia: Claire Denis
Produzione: Canal +
Data di uscita: 11/09/2002
Location: Parigi
Brand:
Volvo

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