Confessioni di particolari pratiche erotiche di una donna piccolo borghese incarnata da Mireille Darc da uno scritto di Bataille, incidenti stradali con rottami accartocciati di vetture da cui fuoriescono corpi morti ed insanguinati, omicidi, terroristi di un improbabile "Fronte di Liberazione Nazionale del dipartimento Seine-et-Oise", Mozart suonato in un aia tra trattori e contado, animali violentemente uccisi, sgozzati, spelati, atti di cannibalismo, incontri con immaginari personaggi del passato, un Saint-Just interpretato da Jean-Pierre Leaud poi Maria Maddalena, Cagliostro, Emily Bronte... violenze carnali, uova e pesci inseriti in vagine (fuori scena), guerriglia in mezzo a fango e sterpaglie, Lautreamont snocciolato fuoricampo mentre una rullata di tamburi ne accentua la significanza...
Questa è la fine del mondo secondo Godard, la fine del cinema pure. Del suo cinema come lo ha affrontato finora perlomeno.
Godard supera se stesso, fa esplodere la sua arte in un grand guignol grottesco e terribile, che anticipa il Ferreri di "Il seme dell'uomo" e "Ciao maschio", in cui utilizza piani sequenza lunghissimi con travelling elaborati come non mai ed una colonna sonora disturbante fatta di musica distorta, rumori di aerei, timpani.
Il filo narrativo al solito semplice che sembra uscito dalla lettura di cronache quotidiane con sapore di noir racconta di una giovane coppia (Mireille Darc e Jean Yanne) che si deve recare nel paesino della genitrice di lui per questioni di un'eredità e si trova ad aver a che fare con la smania di gite fuori porta del week-end dei francesi, con corollario di lunghe code e incidenti mortali. Raggiunta la madre e questa brutalmente uccisa per mettersi in banca 50 milioni di franchi, i due finiscono nelle mani del "FNL Seine-et-Oise" che faranno di lei un ostaggio da scambiare e di lui un cadavere da mangiare!
Un mondo dove tutti sfruttano i più deboli, tutti lottano più o meno insensatamente contro i propri simili, tutti approfittano delle situazioni per ottenere vantaggi personali. Un mondo destinato pessimisticamente alla fine violenta.
Naturalmente si scatena la passione di JLG per le auto e sadicamente per la loro distruzione in questo film assai costoso e con molti riferimenti di product placement. Il regista si diverte a far guidare e poi a ridurre a rottami PORSCHE, RENAULT, ROLLS, MERCEDES... Dopo un incidente mortale in cui il compagno ha perso la vita, una donna insanguinata è particolarmente irritata per la distruzione della sua TRIUMPH e la stessa Darc dopo un altro incidente della propria borsa HERMES! Abbiamo i soliti riferimenti tra l'ironico e l'interessato a grandi case di moda (l'intimo di SAINT LAURENT, reggiseni AUBADE), a ditte petrolifere (le solite ESSO e SHELL), alle amate GITANES (anche se alla protagonista non piacciono, preferisce le sigarette americane).
Più insoliti i riferimenti al READER'S DIGEST e il piano BECHSTEIN (la cui scritta è enorme e ben evidenziata) nella scena già descritta della sonata di Mozart.