Torna al Neuchatel Fantastic Film Festival, edizione 2026, l’irlandese Damian McCarthy, già autore del cult Oddity, con Hokum, film tra i favoriti del Concorso ufficiale. Il cinema del regista nuota nel bizzarro con una certa originalità e ce lo dimostra anche in questa sua nuova opera che uscirà in questi giorni al cinema.
Uno scrittore americano, Ohm Bauman (Adam Scott), piuttosto famoso e antipatico, si reca in Irlanda all’hotel dove i genitori hanno passato il momento più bello della loro vita, il viaggio di nozze. Lo scopo del suo soggiorno è spargere le ceneri dei genitori, sua madre morta da molto tempo, “assassinata” come lui ci dice, e il padre da poco, sotto una quercia dove la genitrice si era fatta fotografare allora. Nell’hotel incontra una simpatica barista, Fiona, la quale gli salva la vita quando lo scrittore cerca di ammazzarsi impiccandosi dopo una notte alcolica. Dopo una breve degenza in ospedale, Bauman torna all’hotel per ringraziare la donna ma apprende, sconcertato, che quest’ultima è scomparsa dopo la festa di Halloween organizzata in hotel…
Il film è costruito a incastro, mettendo in scena strani personaggi (un vagabondo ubriacone e consumatore di fughi allucinogeni, il proprietario dell’hotel che tiene chiusa la suite nuziale perché, dice, vi ha imprigionato un fantasma, il figlio di quest’ultimo, direttore dell’hotel, vigliacco e succube del padre, un inserviente che sedicente scrittore che vuole dargli un suo manoscritto) che il protagonista incontra in un’atmosfera sempre più da incubo.
E’ un film di fantasmi, sensi di colpa (tutti hanno qualcosa da nascondere), bassezze umane e tanti (forse eccessivi) jump scares. Con McCarthy, lo abbiamo capito, a chi piace un horror vivace di idee e colpi di scena, a chi piace saltare sulla sedia del cinema, sicuramente non può che divertirsi (voto 6,5)
Solo una Saab nel product placement del film.