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CINEMA
10 Agosto 2020 - 12:40

IL LAGO DELLE PROSTITUTE COL CAPPELLO BIANCO

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Il lago delle oche selvatiche (Ynan Diao, Cina, 2019)
IL LAGO DELLE PROSTITUTE COL CAPPELLO BIANCO

Ynan Dao è regista che del noir deve aver fatto la sua passione anche come spettatore, già nel 2014 con il suo Black coal, thin ice (uscito recentement con il titolo italiano Fuochi d'artificio in pieno giorno) aveva meritato lodi dagli spettatori festivalieri per il suo modo di trattare il genere, dark, violento e compatto.

Con Il lago delle oche selvatiche (nome del posto in cui la legge fa fatica ad imporsi e dove prostitute dal cappello bianco professano il loro mestiere sulla spiaggia e sulle barche) replica abbandonando la detection (sui generis) del film precedente per concentrarsi su un loser, teppista di quartiere con una certa fama ed appartenente ad una delle bande di ladri che pullulano in una Wuhan (città ora famigerata per il covid...) sotterranea, notturna e piovosa.  Zhou, questo il suo nome, uccide per errore un poliziotto mentre si è pure messo nei casini con componenti di una banda rivale. Inizia così una fuga ricercato un po' da tutti con tanto di taglia sulla propria testa. Ormai perduto decide di ricontattare la moglie da cui è separato (tramite l'intermediazione di Liu, una prostituta dall'anima ancora non marcia del tutto) per farsi denunciare da lei in modo che questa con il figlio possano godere del denaro della taglia.

I personaggi potrebbero essere usciti da un film di Jean-Pierre Melville uno dei riferimenti quasi certi di Dao, ma sono le varie facce del genere che vengono esplorate nei vari momenti dell'opera, il tutto condito con la violenza tipica del cinema orientale, coreano in primis. Il film probabilmente è meno "compatto" e complesso di Fuochi d'artificio... ma visivamente superiore con colori saturi e iperrealistici che ricordano i primi esperimenti di Lars Von Trier. E richiama il suo Element of crime anche la scena "stilizzata" della fellatio in barca che Liu pratica a Zhou con tanto di sputo del seme dell'uomo da parte della ragazza, scena non certo abituale nel cinema cinese...

Product placement difficile da individuare per chi, come noi, non conosce gli ideogrammi della scrittura cinese, così molte marche tra cui principalmene alcol e sigarette sono chiaramente esposte ma non individuabili. Lo sono invece Adidas, San Pellegrino e Cadillac ringraziate anche nei titoli di coda.

Stefano barbacini

Nan fang che zhan de ju hui

Regia: Yinan diao
Data di uscita: 01/01/2019
Brand:
Adidas

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