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CINEMA
10 Luglio 2016 - 12:59

DIARIO VISIVO

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Fast food, fast women - Amos Kollek (USA, 2000)
DIARIO VISIVO

Tornato dalla sbornia di film di Neuchatel e allungato sul divano nella calura della pianura Padana, pesco a caso tra le videocassette, che ancora posseggo in numero eccessivo, per vedere quale film mi passa tra le mani. Mi piace a volte che sia la casualità a decidere.

Una vecchia registrazione da Tele + (siamo nel 2001) mi propone Fast Food, Fast Women di Amos Kollek, regista israeliano ma di casa negli States. Memore di alcune commedie rudi e sessualmente esplicite (Sue a Manhattan e Fiona) da lui precedentemente girate mi accingo alla visione speranzoso di ritrovarvi questo approccio.

Tenuto conto che la protagonista è ancora Anna Levine, più conosciuta come Anna Thompson, una delle attrici più evidentemente rifatte di Hollywood, questa speranza sembra ben riposta.

Ahimé il buon Amos è già passato verso la commedia romantica standardizzata che lo ha portato a concepire l'orribile Happy End con Audrey Tautou (la regina di questo tipo di cinema) pochi anni dopo. Non basta la presenza della Thomson (che non lesina nel mostrare il suo corpo interpretando una trentacinquenne con poca credibilità visto che nonostante il silicone la sua cinquantina la dimostra tutta) e qualche battuta sessualmente spinta per dare corpo ad un'esile commediola sentimentale costruita su tre personaggi principali (la cameriera interpretata dalla Thomson, un taxista la cui moglie gli lascia in custodia due figli minori di 5 anni da accudire dopo essere scappata in Tibet, un anziano che non si rassegna alla decadenza fisica restandosene inattivo ad aspettare la morte), tutti alla ricerca di un nuovo amore che sperano di trovare tra di loro o in interazione con altri personaggi di età differenti (un paio di prostitute giovani, un'anziana vedova quasi ottuagenaria, un non più giovane regista teatrale, due pensionati "mosche da tavolacalda" amici dell'anziano) con cui avranno rapporti sessuali o semplicemente affettivi.

Il vero obbiettivo del film è quello di mostrare un gioco di relazioni ma soprattutto un interscambio generazionale, la bambina di cinque anni con il padre, il taxista trentenne con la vecchia vedova, la trentenne cameriera con il più anziano commediografo, le giovani prostitute con due dei pensionati...

Tutto però con scarsa profondità e dialoghi niente affatto eccitanti, la commedia che dovrebbe essere leggera sembra mezz'ora più lunga di quello che effettivamente è per la fatica che si fa a restarvi interessati. Che il film sia stato premiato e neanche tanto male accolto su internet non mi sorprende più di tanto.

Di scarso interesse anche la parte "product placement" con solo un furgoncino FEDEX inquadrato in maniera sospetta e una citazione di MICROSOFT (come investimento per diventare ricchi).

Stefano Barbacini

Fast food, fast women

Regia: Amos Kolek
Produzione: Pandora Film
Data di uscita: 04/01/2001
Brand:
Windows

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