I protagonisti di questo film, Les evoutes presentato al Noir in Festival 2021 in streaming su Mymovies, sono vivi ma morti e dovranno vedersela con apparizioni “vive” di amici e parenti morti…
In pratica abbiamo Coline, una donna non più giovanissima che vive la sua infelicità e la sua apatia vivacchiando come cronista di un giornale la quale incontra Simon, artista di poca fama rifugiatosi sui monti per fuggire il mondo, solitario e isolato.
L’incontro è dovuto per il tramite di morti (apparizioni della madre di lui e del padre di un’amica di lei ai figli dopo che erano appena defunti) e dell’unico personaggio “vivo” la spagnola Azar (in Francia pare che le spagnole rappresentino l’allegria e la voglia di vivere rispetto ai malinconici francesi, esemplare da questo punto di vista Le donne del 6° piano di Philippe LeGuay…) amica di Coline. Libera e anticonformista Azar si metterà tra Coline e Simon sia viva che… morta… mettendo carne sul fuoco del “senso” del film che è proprio quello funebre e fantasmatico dell’interazione tra anime vive ed anime morte su corpi che non si sa più se vivi o morti. Tra la Camera verde di Truffaut e Henry James, Pascal Bonitzer sceglie però la via del rispetto della “qualité française” con i pro (buona capacità di creare un’atmosfera “naturale” soprattutto nell’apatica interpretazione, quasi irritante ma “giusta”, di Sara Giraudeau – figlia di Bernard) e i contro (una pelosità snob che porta disaffezione e semplificazione).
Product placement per le lavatrici Huebsch, Coca Cola e Skype.