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CINEMA
10 Marzo 2011 - 07:54

BARBA E DINTORNI

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Il corpo della ragassa
BARBA E DINTORNI
IL CORPO DELLA RAGASSA – Pasquale Festa Campanile
 
Razza padana chiappa sovrana! E’ proprio il fondoschiena di Lilli Carati il protagonista di questa versione porcella di pigmalione diretta da Pasquale Festa Campanile e tratta dal romanzo di Gianni Brera, passato poi per le mani, non nuove alla valorizzazione delle pulzelle in fiore del cinema italiano, di Alberto Lattuada.
Siamo verso la fine degli anni ‘50 appena prima della legge Merlin. Nel mantovano la contadina Aguzzi Teresa/Lilli Carati, figlia di Pasquale/Renzo Montagnani viene presa sotto le ali protettrici (non senza secondi fini) del dottor Ulderico/Enzo Maria Salerno che, vinte le diffidenze iniziali della ragazza grazie a regali preziosi ed elargizione di denaro, comincia ad insegnarle le buone maniere e a come trasformarsi da rozza ragazza di campagna a donna di alto bordo, elegante e… puttana.
Riesce a raccogliere il frutto proibito della minorenne e a presentarla in società facendola sfilare completamente nuda davanti agli amici dell’alta borghesia della città (replicando la Corinne Clery di Histoire d’O).
Sia Teresa che il padre…. sono mossi ad agire da un’unica motivazione: il denaro. Ed è così, per assurdo, che l’unico che ha intenzioni sincere è proprio Ulderico che seguendo i propri istinti cade nella trappola della ragazza di cui si innamora.
Infatti più che gli insegnamenti di Salerno la ragazza fa tesoro di quelli di Cecchina, esperta prostituta (interpretata da una perfetta Marisa Belli) che le insegna i trucchi per non farsi fregare dall’amore e per far fruttare le proprie… armi femminili per ottenere quello che vuole.
E’ così che Teresa prende in mano la situazione e da vittima diventa carnefice, suo malgrado, dando una morte felice al vecchio satiro che avrà un infarto durante un rapporto sessuale con lei ammirando felice Il corpo della ragassa in tutta la sua splendida nudità.
Le due complici si spartiranno gli averi del dottore e li faranno fruttare diventando proprietarie di svariate case chiuse.
Divertente commedia di costume che ripropone in maniera scherzosa l’eterno dilemma sull’amore e il sesso e su come sentimenti e istinti possono essere strumentalizzati per scopi personali.
Non vengono evitate cadute di tono, anche se non dispiacciono sicuramente al pubblico maschile, come la gratuita scena della visita medica di Salerno alla Carati che la mette a deretano per aria per ispezionarne le pudenda e la nostalgica e un po’ troppo superficiale rievocazione della chiusura dei bordelli con una prostituta che dichiara “ma io lo facevo per passione” (tra le prostitute si riconosce anche una Guia Lauri Filzi ancora indecisa tra l’hard e il soft, qui sessualmente sfinita da un insaziabile Renzo Montagnani).
La produzione ringrazia nei titoli di coda l’ALFA ROMEO che ha fornito i modelli d’epoca delle auto, ma il film contiene anche altro product placement, come una cabina SIP, la rivista L’EUROPEO letta e pubblicizzata per le strade di Mantova insieme al CAMPARI.
Anche il location placement della città di Mantova è sottolineato nei titoli di coda.
A noi piace però la citazione che la governante di Salerno fa alla Carati, che ha una storia con un camionista alla guida di un vecchio furgone OM: “fa il trasportatore? Ma chi è GONDRAND?”
Stefano Barbacini

Il corpo della ragassa

Regia: Pasquale Festa Campanile
Produzione: Filmauro
Data di uscita: 01/01/1979
Cast:
Lilli Carati

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