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CINEMA
9 Giugno 2013 - 19:07

COME UN TUONO

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Bicipiti tatuati e t-shirt METALLICA per il loser Gosling
COME UN TUONO

COME UN TUONO – Derek Cianfrance (2012)

La struttura narrativa è interessante. Il film è diviso, seppur senza soluzione di continuità, in tre parti distinte.

La prima parte vede protagonista Luke/Ryan Gosling, bicipiti tatuati, faccia da schiaffi, meccanico che arrotonda con spettacoli di acrobazie a cavallo di una moto. Per riconquistare la donna che ama e che lo ha lasciato alla ricerca di un futuro più tranquillo, decide di rapinare banche, non senza scrupoli (dopo la rapina vomita) ma deciso a tutto soprattutto quando viene a conoscenza dell’esistenza di un figlio tenutogli nascosto. Una ballata tragica su di un tipico “romantic loser” (se guidi come un fulmine ti schianti come un tuono).

Seconda parte, sparisce dalla pellicola il personaggio di Luke e la nostra attenzione viene deviata sul poliziotto Avery/Bradley Cooper. Eroe per aver ucciso un poco di buono in uno scontro a fuoco, resta zoppo e, venendo a contatto con il marcio che lo circonda (per i poliziotti uccidere un delinquente non è sintomo di una stortura della società ma solo un atto di eroismo) decide di voler fare pulizia. Dedicatosi con l’aiuto del padre alla carriera politica dovrà fare i conti con scrupoli morali, potere e rimorsi del passato. Un noir sociopolitico che scava nelle ambiguità della polizia.

Terza parte. Passa il tempo e il caso vuole che i figli di Luke e Avery comincino a frequentarsi. Si cercano, si attraggono, si respingono. Tra di loro il peso dei padri li porta a sfiorare la tragedia. Un romanzo di formazione con un abbozzo di analisi del rapporto mancato tra padri e figli.

Cianfrance per due volte fa sparire dal film i personaggi principali (in realtà ciò è vero per Luke mentre Avery diventa nella terza parte personaggio secondario) con scarti inusuali, volendo possiamo dire che il grande legame delle tre parti è rappresentato dalla figura della madre, la sempre fascinosa Eva Mendes nei panni di Romina, romantica, rassegnata, addolorata, incazzata. Non è mai personaggio principale ma la sua presenza si sente per tutta l’opera.

Il regista preferito (insieme a Refn) di Gosling, gira con mano felice soprattutto quando immerge i suo personaggi nelle zone rurali dello stato di New York avvicinandosi al primo Malick.

Riesce a non rendere troppo denso un racconto molto articolato e sempre a rischio di appesantimento. Il materiale è invece reso scorrevole con momenti poetici mai retorici.

Product placement che prevede banche inserite nel film (più che altro rapinate) come FIRST NATIONAL e Trust co., varie brand motociclistiche e automobilistiche (CHEVROLET, TOYOTA, HONDA, FORD, BMW) e t-shirt riportanti i logo METALLICA e HAWAII. La varietà di marchi ci fa pensare che l’unico inserimento incisivo sia quello PEPSI.

Stefano Barbacini

The Place Beyond the Pines

Regia: Cianfrance Derek
Data di uscita: 02/02/2013
Brand:
Pepsi-Cola

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