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CINEMA
9 Aprile 2021 - 23:29

ATTENZIONE AL CONIGLIO ROSA, PREPARATE LO XANAX

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L'odyssée sanglant du lapin rose (Arno Pluquet, Bel, 2021)
ATTENZIONE AL CONIGLIO ROSA, PREPARATE LO XANAX

Un titolo decisamente fuorviante questo "L'odyssée sanglant du lapin rose" scelto dal BIFFF 2021 tra le sue proposte. Lo spettatore si aspetta qualcosa tra il truce e il delirante ma si trova davanti tutt'altro.

L'inizio vede un vecchio (che ritroveremo a metà film da protagonista) che si lamenta della sua miserevole vita e scopriamo vivere in un vecchio cinema ormai chiuso. Si confida con un amico e uccide la vecchissima madre giusto per... Minaccia anche di suicidarsi ma purtroppo lo farà solo dopo 1 ora e 41 minuti di film (ops spoiler... ma vi assicuro che se vi verrà la pessima idea di vedere questo film più che uno spoiler è una speranza che vi dò...). Metà film è composto da brevi scenette che vedono protagonisti varie combinazioni di personaggi (una coppia, tre ragazze, un regista con un collaboratore, un padre con un figlio, un trio di sessi vari cioè donna uomo e trans...) e finiscono spesso con uno sparo o un suicidio. I loro dialoghi serrati passano dal cinema ai cheesburger assassini, investono religione ed extraterrestri, sushi tonno e avogado in grado di uccidere la gente, fino a più banali schermaglie di coppia e di amicizia. Dialoghi presi pensiamo carpiti direttamente dall'osservazione del regista dei suoi amici, probabilmente molto alternativi, visto che nei titoli di coda come autori dei dialoghi viene messo "tout le monde".

Detto così sembra quasi interessante la cosa per chi ama le robe stravaganti, ma vi assicuro che si tratta di uno dei pezzi di cinema più noiosi di almeno gli ultimi vent'anni... Le scenette sono prive di azione con gente seduta su divani o tavoli impegnati in un continuo blablabla e l'idea registica per ravvivarli è quella di alternare un campo a colori con un campo in bianco e nero (chissà che genio ci sta dietro a tutto ciò...) e intervallarli con scene naturalistiche di insetti tanto per dare un'aria sperimentale.

Poi abbiamo la seconda parte che dovrebbe essere il risvolto divertente in cui il mattatore è il vecchio dell'inizio che si scopre essere il regista autore nella finzione delle scenette. Rivediamo il girato da dietro le quinte con il nostro che dirige gli attori con scatti d'ira ammazzandone qualcuno qua e là assieme ad un amico vestito da coniglio rosa (non si sa perchè lo faccia osserva giustamente un personaggio...). Il regista (sia quello finzionale che quello reale) probabilmente si credono molto divertenti mischiando l'horror insieme al demenziale ma il film contiene anche la critica di se stesso e il produttore del regista alla fine lo licenzierà dicendogli che non è affatto divertente e che se il cinema è fallito è colpa dei suoi pessimi film...

Finale "serio" e dolente, tanto per deprimerci ancora un po' scopriamo che l'uomo-coniglio ha il cancro e non ci viene risparmiato un pippone finale del protagonista su quanto è deprimente questa vita.

Lo Xanax è l'unica parvenza di product placement e anche un consiglio per sopportare tale presuntuosa opera che non si capisce perchè esista...

Stefano barbacini

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