E' tutta una questione di cuore nel film L'intrus della inclassificabile Claire Denis.
E' questione del cuore che il protagonista deve farsi trapiantare per poter continuare a vivere, è questione di cuore quello strappato via all'intrusa notturna che viene accoltellata dallo stesso. E' questione di cuore la ricerca del figlio abbandonato (senza) cuore da giovane. E' questione di cuore l'amore che Louis Trebor (Michel Subor), sempre lui, non sa più dare alla compagna come al figlio attuale.
Allora la fuga, dalla morte che lo vuole prendere (è questo che incarna l'intrusa uccisa?), da un passato che lo perseguita (è questo che incarna la misteriosa bionda russa che lo insegue ovunque?) verso i gioiosi ricordi di una terra esotica dove forse dimora quel figlio e quella donna che lo scaldarono (lontani dal freddo inverno francosvizzero) dove forse ritroverà un cuore. Riderà di tutto ciò la selvaggia natura irrefrenabile, carnale e domatrice dello scorrere del tempo (è questo che incarna la scatenata Beatrice Dalle?).
La trama non conta nel film della Denis, vi sono vicolo chiusi, storie che iniziano ma non proseguono, metafore e immagini con poche parole. Seguire il peregrinare di Subor non è semplice e richiede impegno intellettuale. Difficile lasciarsi andare allo scorrere del film facendosi trascinare da un racconto che non c'è. Film impossibile da classificare e inquadrare, come lo può essere un trattato di filosofia. Non per nulla è tratto dal cerebrale Jean-Luc Nancy (e guarda ad un altro Jean-Luc... Godard). Se si vuole un'analisi sotto questo profilo, quello filosofico esistenziale, vi rimando all'ottima analisi che ne fa Nicolò Vigna su Specchioscuro.it, qui ci limitiamo a restituirne un giudizio cinematografico.
La Denis ci ha abituato ad un cinema senza compromessi ma stavolta ci sembra (al di là delle composizioni cinematografiche sempre di livello alto) gli sia mancato il lato più passionale e carnale che solitamente troviamo nelle sue opere. Molto cerebrale, difficile da amare, quasi impossibile da trarne piacere. Questo dopo la visione di un film libero, controcorrente, intenso ma per assurdo... senza cuore, non lo troviamo là dove si nascondono "i nostri peggiori nemici, dentro di noi, nelle ombre".
VOLKSWAGEN, MERCEDES, molta COCA COLA. NESCAFE' e Soju C1. E altro ancora come product placement si può trovare in questo film (dal cibo per cani FIDO alla trasmittente TOMY per tenere sottocontrollo il pianto dei neonati da un'altra stanza).