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CINEMA
8 Settembre 2013 - 00:51

MILANOFILMFESTIVAL 2013

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MUSEUM HOURS - Jem Cohen (2012)
MILANOFILMFESTIVAL 2013

MUSEUM HOURS - Jem Cohen (2012)

La storia è semplice, una donna americana si reca a Vienna dove la sorella che vi vive è in coma e sta per morire. Qui incontra al Kunthistorisches Museum un guardiano che diventerà suo accompagnatore nel districarsi tra le prolematiche burocratiche ma soprattutto per comprendere le bellezze del museo e della città. Non succede altro, ma il film è veramente bello.

Bisogna solo lasciarsi andare alla compagnia di Ann e Johann per le stanze dell'importantissima collezione d'arte e per i quartieri di Vienna e alle immagini di Jem Cohen, videoartista di New York appassionato di arte e rock.

Potrete sentirli parlare di musica, di Brueghel, di arte ma anche di disoccupazione, disagio giovanile, deriva politica, mentre la camera ci propina lunghi piani fissi, altrettanto lunghe carrellate verso il nulla (alla ricerca dell'anima?), dettagli su piccole cose siano caduche foglie o sacchetti che svolazzano. La poesia incontra la narrazione ma quest'ultima è sacrificata come succede nei quadri di Brueghel dove il punto cruciale del dipinto non è mai sulla storia principale ma nei dettagli apparentemente insignificanti.
E' Vienna, è l'arte che conta. Il rapporto umano tra i due protagonisti è lasciato crescere molto liberamente, tanto è che i dialoghi tra loro sono in gran parte farina del sacco dei due misurati interpreti, la statunitense di sangue irlandese Mary Margaret O'Hara e l'austriaco Bobby Sommer.

E' un film lento, "artistico" da cui si devono astenere coloro che nel cinema cercano solamente storia e azione, ma chi ha pazienza e si lascia trascinare dal pacato e affascinante ritmo di Cohen scoprirà che poesia ed emozione insiti nell'arte visuale rendono il resto del tutto futile.

L'opera è prodotta tra gli altri anche da Patti Smith, amica di Jem Cohen, artista cresciuto nella scena di New York dove ha girato i suoi documentari per lo più indirizzati verso la musica, punk in particolare. Ed è strano che un regista così appassionato di rock abbia fatto un film totalmente senza colonna sonora; le uniche canzoni che si sentono durante il film sono le due cantate senza musica da Margaret O'Hara (l'attrice è anche cantante e ha un importante passato in gruppi folk) ed un trancio di concerto di un gruppo locale. Forse, come dichiara Johan ad un certo punto del film, anche Cohen "ha già avuto la sua quantità di rumore, ora ha bisogno del silenzio".

Per chi apprezza autori fuori dagli schemi soliti, quelli del fracasso hollywoodiano o del sentimentalismo popolare, ma che cercano un cinema meditativo e poetico (mi viene in mente Erice ma, per maggior attinenza geografica, anche quell'ufo spiantato di Jon Jost) l'opera presentata al Milano Film Festival 2013 è consigliatissima.

Non elencherò il product placement numeroso che la videocamera di Cohen incontra per le vie di Vienna ma mi limiterò a citare le brand che è difficile non considerare volontariamente inserite nel film. Ad esempio la birra GOSSER di cui una lattina abbandonata per strada viene inquadrata in primo piano prima che una sua pubblicità non venga mostrata all'interno di un bar, oppure la COCA COLA di cui si inquadra un pannello pubblicitario in primo piano davanti ad una cattedrale di Vienna e poi la si reincontra lungo il film in altre "pose". Poi le testate HEUTE, HERALD TRIBUNE e AUGUSTIN, citate o mostrate, e i locali utilizzati per le riprese, il KUNTHISTORISCHES (il va sans dire), il MMM ESPRESSO e il WEIDINGER (caffé ringraziati nei titoli di coda e, soprattutto il primo, spesso mostrati).

Stefano Barbacini

Museum Hours

Regia: Jem Cohen
Data di uscita: 06/06/2013
Cast:
Bobby Sommer
Brand:
Coca-Cola

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