L’ultimo Woody Allen, prodotto e girato in Francia in lingua francese dopo le vicissitudini che non lo hanno reso molto popolare in patria, è un ritorno alla commedia con crime che il regista aveva già affrontato in passato (Sogni e delitti; Match point; Misterioso omicidio a Manhattan). Uno dei filoni già frequentati dal regista in cui vi sono contenute comunque altre sue consuete ossessioni, il rapporto di coppia con la dicotomia sicurezza borghese vs. libertà bohemienne, l’intervento del caso nella vita delle persone, la città (qui Parigi sostituisce New York).
Fanny è un ex studentessa d’arte con la testa fra pittura e poesia che ha avuto un primo matrimonio fallimentare con un artista drogato e che è stata “salvata” da una vita di povertà dal ricco e premuroso Jean il cui lavoro è quello di “far diventare ancor più ricchi i ricchi”. Fanny detesta il milieu in cui si muove il marito, ricchi borghesi con la puzza sotto il naso, e quando reincontra dopo anni un ex compagno di scuola se ne innamora ed è costretta ad affrontare il dilemma se continuare la relazione con il coetaneo o se rinunciarvi per mantenere gli agi della vita con il marito. A questo punto in cui la trama sembra quella di una normale commedia sentimentale (che bisogna dire ormai Allen non riesce più a trattare con la brillantezza di dialoghi di una volta ed è sorretta solo dal brio della brava Lou de Laage) diventa un thriller in cui il marito non è quello che sembrava, interviene un detective e la madre di lei si fa investigatrice a sua volta.
Il film, come quasi tutti quelli di Woody Allen, si guarda con piacere, è scorrevole e ha soluzioni di sceneggiatura un minimo imprevedibili, ma come capita sovente per le sue ultime opere le guardi e se ne vanno velocemente dai tuoi pensieri. Non vi è più la trovata geniale ma un rimasticamento di soluzioni già sperimentate, non più la frase intelligente nei dialoghi che mischia sarcasmo e causticità, non più la scena o le scene che resteranno nella storia del cinema. (voto 6-)
La Apple fa la parte principale del product placement del film con I-phone e Mac, poi Range Rover e alcuni luoghi parigini come Diva domaine et distillerie, Cafe de l’epoque brasserie.