Sir, sottotitolo (delirante…) Cenerentola a Mumbai! Questo il titolo e frase di lancio italiano per questo film in proiezione speciale al River to River 2020. Il titolo a cui segue un inizio dai topoi consolidati (una povera ragazza costretta al matrimonio e subito rimasta vedova va in città per guadagnarsi la vita facendo la servetta in una casa borghese per aiutare la sorella a studiare, con sogni di diventare una stilista con probabile storia d’amore con il padrone di casa…) ci ha fatto subito temere di finire affogati in un mare di melassa.
Ma sia la regia, più sobria e centrata del preventivabile, sia, soprattutto, un’attrice protagonista di una bravura fuoriclasse (Tillotama Shome) ci permettono di navigare su quel mare senza naufragarvi.
Oltre a quanto sopra detto, l’opera della regista Rohena Gera ha in positivo una buona illustrazione dei problemi atavici della società indiana che ancora non si scrolla di dosso l’ingiusta differenza di classe (un vero e proprio “razzismo” di casta) e il peso di tradizioni moralistiche e arretrate. Illustrazione che avviene nella gestione dei rapporti ma anche nel ben districarsi le ambientazioni distintive delle classi, si passa dall’appartamento di lusso con terrazza in alto che domina la città alle incursioni nei quartieri poveri con abitazioni improvvisate di latta.
Non siamo di fronte ad un capolavoro ma di un’operina interessante e riuscita a cui manca un pizzico di originalità.
Il Mc della Apple è il product placement più evidente, usato spesso dal padrone di casa il quale indossa spesso maglie Nike e beve birra Tuborg. Invece i sogni della ragazza sono affidati ad una Singer nuova fiammante che le arriva in regalo.