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CINEMA
7 Maggio 2024 - 16:20

PAR CONDICIO GERMANIA-FRANCIA CON BMW E PEUGEOT

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Passages (Ira Sachs, GER-FRA, 2023)
PAR CONDICIO GERMANIA-FRANCIA CON BMW E PEUGEOT

Questo triangolo no, non l’avevano considerato, né Martin né Agathe, il primo marito e la seconda amante e futura madre del figlio di Tomas, un regista cinematografico con grossi problemi a definire se stesso, la propria vita e i propri affetti.

In Passages (2023) di Ira Sachs, Franz Rogowski (uno dei volti più pregnanti del cinema tedesco e uno degli interpreti dalla fisicità più reale, nel senso che è come uscisse dallo schermo e si facesse carne) interpreta il regista Tomas, sposato con Martin (Ben Whishaw dalla fragile effeminatezza), che durante una serata in discoteca dove celebra il film da lui appena terminato ha un leggero alterco con il compagno e incontra Agathe (l’immensa Adele Exarchopoulos, l’unica vera erede di Isabelle Huppert del cinema francese) di cui si invaghisce. La sua idea sarebbe quella di tenere due piedi in una stessa scarpa, ma i… due piedi non vogliono proprio entrarci.

Incapace di definire la sua sessualità, sicuramente fluida come si dice oggi, ma ancor di più di gestire i propri affetti e le proprie responsabilità, riuscirà prima a lasciare il marito per andare a vivere con Agathe, poi a mettere incinta lei per ritornare da Martin “perché non riesce a stare senza un uomo”. In realtà le sue scelte non sono mai dettate da una propria decisione ponderata, ma dalle reazioni, assai più sensate di Martin e Agathe, entrambi innamorati della sua sregolatezza e del suo fascino esuberante ma capaci di razionalizzare le proprie azioni.

Il ritratto di Tomas è creato da Ira Sachs, regista ebreo americano in trasferta in Francia in questo film bilingue (con Tomas si parla in tedesco, tra loro gli altri parlano in francese) che è anche omaggio da una parte al cinema francese della nouvelle vague ma con influenze chiaramente “sporche” del cinema tedesco di Fassbinder. Il film è notevole grazie agli interpreti fuoriclasse già citati e alla capacità del regista di rendere umani i personaggi nei loro errori e nelle loro scelte illogiche, senza censurare nulla, né le fragilità, né le azioni insensate, né i rapporti sessuali, che non sono leccati e accompagnati da musiche di sottolineatura, ma ruvidi e sentiti. (Voto 7)

Tra il product placement solo auto (BMW) e biciclette (Peugeot) anche qui divise tra le due nazioni…

STEFANO BARBACINI

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