Intregalde è il film che ha vinto il Trieste Film Festival 2022 ed è un film che in ogni momento sembra dover cambiare marcia verso il dramma o il noir ma che invece non lo fa mai.
Siamo nelle zone rurali della Romania raggiunte da un gruppo di volontari di un’associazione umanitaria, che si occupano di distribuire beni alimentari ai poveri disseminati nella provincia. Tre di questi benefattori, due ragazze ed un ragazzo, si ritrovano impantanati con il loro fuoristrada in una stradina secondaria non asfaltata causa l’incontro con un bizzarro vecchio con le rotelle non del tutto a posto. Il ragazzo si allontana per cercare aiuto e una delle due ragazze se ne va con un paio di sconosciuti per lo stesso motivo, non senza apprensione, lasciando l’altra sola.
I prodromi sono quelli di un potenziale film di genere che potrebbe vedere la prima ragazza nelle grinfie di sequestratori o violentatori oppure l’altra restare sola in balia del freddo della notte. Invece nulla di ciò. La ragazza torna, il ragazzo pure. Il trio si ricompone ma una dei tre vuole per forza andare a recuperare il vecchio rimasto solo in mezzo alla foresta. Lei con il ragazzo si addentrano e perdono nella foresta e anche in questo momento sembra che il film debba virare verso brutti destini. Invece nulla, ritrovano la strada e recuperano il vecchio… Ma ancora non è finita perché i tre devono passare la notte al gelo e… niente. Insomma tutto il film è così, la trama è sempre sull’orlo di un precipizio senza mai oltrepassarlo.
Siamo in un film di Radu Muntean, esponente del minimalismo romeno e quindi era preventivabile trovarsi di fronte a pochi accadimenti significativi e a storie minimali, però poi alla fine del film lo spettatore si accorge che seppur non è successo nulla di veramente memorabile, il regista ci ha fatto assistere ad un saggio sulla solidarietà, sui rapporti tra coppie e tra amici nei momenti critici, sulla differenza culturale e sociale tra abitanti delle città e delle zone rurali. Un film denso in continuo understatement, quel genere di opere che calzano a pennello alle nuove generazioni di cineasti romeni.
Concordiamo che sia uno dei film più interessanti visti al Festival di Trieste quest’anno.
Land Rover è il fuoristrada dei nostri, principale product placement del film anche se la Nissan è pure citata. La Coca Cola finisce nell’ormai tradizionale discorso su chi ha inventato l’iconografia di Babbo Natale, la compagnia telefonica usata è Orange.