I MALAMONDO – Paolo Cavara (1964)
Mondomovie firmato dal solo Cavara che si stacca, quindi, dalla collaborazione con Jacopetti (‘Mondo Cane’, ‘La donna nel mondo’). In giro per l’Europa la camera del regista vuole mostrarci in una trentina di “istantanee” i comportamenti della gioventù post-boom.
“Il dramma vero è che questa nuova generazione sembra uscita già bruciata dalle ceneri della vecchia” questo il commento dell’autore dopo che ci ha introdotto tra protestatari pre-sessantottini, tra gli studenti di Cambridge (lettori del FINANCIAL TIMES) che si scatenano durante il “Poppy day” mentre nelle strade della cittadina girano carrettini di gelato “LYONS MAID”; ha seguito i riti dei ragazzi dell’Academie Francaise e gli Happening degli artisti transalpini, i Rocker (chiamati ribelli centauri nel commento) di Leicester e i party sanguinosi degli annoiati Spider Boys (figli degli industriali del nord arricchitisi negli anni del dopoguerra) della Versilia che uccidono un maiale per farne porchetta.
Cavara con una certa ironia ci presenta sia le deviazioni e le ignobili cattiverie dei “giovani d’oggi” (ad Heidelberg, Università più antica della Germania, si pratica tra gli studenti il rito dello sfregio con rasoio; in Svezia durante un San Silvestro una festa in un cimitero tra liquori e ragazze si finisce ubriachi a commettere violenze sessuali; delle ragazze inglesi in lotta per la parità vengono maltrattate e gettate in una fontana da giovani maschi che diventano branco; ad Amsterdam la festa della matricola si trasforma annualmente in un’umiliazione per gli “esordienti” culminante in una generale rapata a zero…), sia le tenerezze dei primi accoppiamenti (baci tra giovani romantici parigini) e c’è spazio anche per momenti più intensi (i volti dei giovani tedeschi che scoprono Dachau) ed altri poetici (gli svolazzi dei praticanti della scuola di paracadutismo).
Il film è decisamente meno “shockante” che non i precedenti mondomovies e contiene anche meno nudità e meno momenti espliciti sessualmente (registriamo solo gli sciatori nudisti svedesi ed uno striptease castigato con cui finisce il film come omaggio a Fellini) ma è migliore sotto il profilo cinematografico con un intelligente montaggio e un sapiente utilizzo della colonna sonora.
E il nostro Adriano nazionale? A circa metà film uno degli episodi riguarda proprio Celentano, evidentemente considerato emblema di questa generazione, mentre con i suoi Ribelli sta componendo la canzone “Sabato triste” di cui poi verifica l’efficacia cantandola assieme ad una folla di fan. E’ questo anche l’episodio che contiene il più esplicito product placement, infatti una mano di uno dei Ribelli in fase di composizione batte il ritmo con una BIC su di un pacchetto di MARLBORO ripreso in dettaglio.
La scena oscura le veloci inquadrature del negozio DUNN & C. e di WOOLWORTH di un altro episodio girato a Londra.