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CINEMA
6 Settembre 2011 - 14:57

I SEGRETI DELLA MENTE

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I-PHONE l'indispensabile per chattare
I SEGRETI DELLA MENTE

I SEGRETI DELLA MENTE – Hideo Nakata (2010)

Deciso a continuare l’esperienza occidentale, Hideo Nakata, autore di punta del J-Horror con i vari capitoli di Ring e con il gioiellino Dark Water, si sposta dalla parte opposta dell’oceano rispetto ad Hollywood approdando a Londra. Deluso dalla produzione americana per le difficoltà avute sul set di Ring 2 versione statunitense, Nakata si appassiona al testo della pièce teatrale scritta da Enda Walsh ambientata nel mondo delle chat in cui si rappresenta il disagio giovanile ai tempi di internet, con tutti i pericoli che ne conseguono, ed ottiene i finanziamenti per girare il film in Inghilterra.

Per ovviare alla staticità della scrittura teatrale l’idea di Nakata è quella di rappresentare realmente il mondo di internet come se fosse un vero e proprio mondo virtuale in cui le chat sono stanze in cui si entra con password da declamare ad un citofono e i protagonisti hanno i loro avatar virtuali uguali a loro stessi come se realmente vivessero dentro la rete (la chat, il film).

Le immagini ambientate nel mondo virtuale hanno un differente aspetto cromatico (in cui predomina un giallo ocra) rispetto a quelle del mondo reale. Nella chat creata da William, il protagonista, chiamata da lui Chelsea Teens, si radunano cinque ragazzi che riversano tutti i loro problemi (e sono tanti) nello scambio di messaggi in rete.

Costruita come una vera e propria seduta psicanalitica con tanto di sedie disposte in circolo, la chat accoglie le nevrosi di Emily (non accetta la separazione dei genitori e si ribella con atti vandalici nei loro confronti tipo scrivere sull’auto della madre BITCH utilizzando escrementi umani), Eva (aspirante modella in lite con le colleghe, soprattutto con una di colore che deciderà di combattere infamandone l’immagine su internet), Mo (diciassettenne ragazzo di colore sovrappeso innamorato della sorellina di undici anni del suo migliore amico e per ciò preso da continui sensi di colpa per la paura di essere additato come pedofilo), Jim (da quando è stato abbandonato dal padre va avanti ad antidepressivi ed è il più disturbato e debole del gruppo) e, last but not least, William, il demiurgo della Chatroom (questo è il titolo originale del film), ragazzo disturbato dalla competizione con una madre scrittrice di successo ed un fratello in carriera privilegiato dai genitori, con tendenze suicide e insani propositi riguardo i partecipanti alle sedute da lui organizzate fino a spingersi verso una deriva di tipo criminale…

L’intento di illustrare i pericoli che si nascondono nella rete (non c’è più bisogno di incontrare fisicamente le vittime per organizzare crimini ma basta un computer o uno smart phone) è riuscito solo in parte in “I segreti della mente”, infatti Nakata si mantiene coerente con il soggetto tutto giapponese delle tendenze suicide dei giovani incapaci di colmare un vuoto esistenziale (tema esplorato, con ben altri risultati, da Kiyoshi Kurosawa e Shion Sono, tra gli altri) cercando di dargli un taglio occidentale da dramma psicologico à la Tennessee Williams con finale da thriller in cui l’overacting prevale sul non detto.

Il film si lascia vedere grazie anche ad attori di talento, tra cui il futuro divo Aaron Johnson che primeggia nel ruolo di William, ma alla fine ci rendiamo conto che manca di sostanza ed emozioni.

Product placement tutto in tema, in evidenza infatti gli psicofarmaci tra cui SEROTONIN, e gli strumenti utili per collegarsi ad internet, in primis materiale APPLE (MAC e I-PHONE, addirittura in due modelli e colori, quando il padre di William gli sequestra il suo di colore bianco, il nostro ne estrae un altro da un nascondiglio tutto nero, molto elegante), con ringraziamento finale per la Apple Europe, anche se non in esclusiva, infatti fanno capolino anche un ASUS computer e un BLACKBERRY tra gli smart phone. Abbigliamento LEVI’S, PUMA e DR.MARTENS

Stefano Barbacini

Chatroom

Regia: Hideo Nakata
Data di uscita: 01/01/2010

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