Estate 2011. Nel quartiere San Giovanni a Roma, mentre una radio locale segue le vicende dei residenti sulla scia di alcuni famosi film italiani anni '70 e '80, Diego Bianchi, autore e conduttore del programma cult Gazebo, scende in piazza per girare un documentario sul mercato del pesce romano.
Nello stesso istante una coppia di coniugi militanti decide di andare con un banchetto proprio in quel mercato per aiutare il partito democratico a raccogliere le firme per far dimettere Silvio Berlusconi "ma non s'è dimesso pe gli scandali, pe le mignotte, mo se dimette perchè noi raccogliamo le firme. Ma ce stiamo a piglià per culo da soli"
Per la prima parte questo "metadocumentario" mostra varie realtà, che così come per Boris si potevano realmente trovare su un set cinematografico, qui se possono realmente trovà in un mercato romano, ovviamente in lotta fra loro.
Tutti discutono con tutti. Fascisti contro comunisti "una negra? ma tu non eri fascista?", promotori del referendum contro commercianti pro Berlusconi "Io non so se Berlusconi se ne va. So dove te ne vai te co sto banchetto", romanisti contro laziali "Prova questo signora, questo meglio perchè lui lazialista" "Che sei de la Lazio?" "No io romanista" "No lui lazialista perchè pakistano e lazialista io indiano romanista", commercianti contro ambulanti "No nun glielo do er te. Io venno er maiale e lui nun lo mangia er maiale. Me boicotta", donne a vari livelli di militanza "Giusto ma non voto, mi ha appena dato della mignotta", mutandoni contro tanga e commercianti maschi contro commercianti femmine "Noi è n'attimo che diventiamo mignotte. Pecche a voi maschi ve piace vederci massaggiare il pesce" "Perchè?" "Pecche cià la forma dun pene, no? Tu sai quante cose hanno la forma del pene?",
Tutto prosegue quindi normalmente fino a che la radio non rilancia la notizia che l'amministrazione comunale ha deciso di chiudere il mercato e quindi tutti si mettono d'accordo per rivolgersi ai nemici del PD. E qui comincia la parte geniale: messi alle strette i coniugi decidono di convocare gli iscritti della sezione e indirre in poche ore le primarie con tanto di consultazione, votazione e quant'altro, fino a che la situazione non degenera.
Divertente e, a volte, geniale Arance e martello viaggia su due binari: da una parte uno stile classico di ripresa e montaggio che lo fa assomigliare alla maggior parte delle commedie italiane, dall'altro lo stile "selfie" che è diventato uno dei marchi di fabbrica di Gazebo.
La cosa risulta piacevole ed è usata e montata bene, anche se alla fine rimane il dubbio di aver visto un film o un brand content della trasmissione stessa.
Poco il product placement tradizionale con marchi casuali o citati in vari contesti necessari. Diverso il discorso politico dove le contraddizioni del partito vengono rappresentate in maniera intelligente e divertente così come avevano fatto in passato altri autori fra cui Moretti