La Blumhouse con Black phone si affida all’esperto del genere horror Scott Derrickson e cavalca l’onda del revival delle atmosfere anni ’80 alla Stranger things ma è anche con un chiaro riferimento iconografico allo Stephen King di It.
Ambientato a Wilmington, Nord Carolina, parte come un normale film di scuola dove un ragazzino tredicenne deve fronteggiare la violenza quotidiana, vuoi per i soliti bulli che lo picchiano, vuoi per le liti tra l’amico giusto ma violento e i bulli, vuoi per il padre ubriacone che colpisce di cinghia ad ogni minima contrarietà. Nel frattempo alcuni compagni di scuola spariscono e il colpevole è “il rapace” (Ethan Hawke quasi sempre nascosto da una maschera) un tizio vestito di nero che si fa passare per mago e attira i ragazzini con palloncini neri per poi spingerli sul furgone altrettanto nero e tenerli a bada con un grosso cane ancora più nero. Anche il protagonista Finney subisce la stessa sorte e si ritrova prigioniero in un sotterraneo. Qui trova un telefono nero staccato dalla linea e non funzionante. Il telefono ad un certo punto però comincia a suonare ugualmente e l’horror diventa psicologico e soprannaturale dato che al telefono Finney sente le voci dei compagni defunti precedentemente catturati e uccisi dal rapace. Le voci lo spronano a diventare coraggioso e astuto, consigliandogli come comportarsi, come cercare una via di fuga e come difendersi. Proprio come i ragazzini di It troverà, lui ragazzino senza possibilità fisiche per difendersi dalla violenza del mondo, la forza dentro di sé per fronteggiare l’assassino.
Il film si fa forza proprio di questo già visto che diventa però omaggio e rielaborazione mantenendo una buona tensione e sorprendendo per il saper dosare bene l’elemento fantastico (a cui si aggiungono i sogni premonitori della sorellina ereditati dalla madre morta) con la tensione del thriller e riuscendo anche a imbastire una specie di saggio sulla violenza e su come fronteggiarla, sfruttando la superiorità fisica come fa l’amico Bruce (superiorità che richiede anche una mancanza di pietà), oppure sopportando e rialzandosi ad ogni caduta e aspettando il momento giusto poi per raggiungere una superiorità intellettuale e morale? (voto 6,5) Un paio di birre, Coors e Penzburg, Motorola e un freezer Unics (importante per il plot) tre il product placement.