Siamo sull'appennino umbro marchigiano. Ci sta un matto Jacopo che vive in una roulotte e va in giro per la montagna con un bastone a declamare i versi di Dante, C'è una coppia di artisti (lei attrice, lui drammaturgo che scrive i testi da poeta per lei), si amano alla follia, sono i genitori di Jacopo con l'aggravante che lui si chiama Dante. Ci sono Davide ed Elisabetta che aspettano il loro primogenito. Parlano del nulla, litigano sulla casa (lei è quella ricca e a casa ci sono appesi tutti i quadri degli avi) e lui parlando del bambino cita il Paradiso di Dante (ecchecazzo!) e ovviamente dicendo così incontra il pazzo, poi c'è il nuovo parroco arrivato nel paesino dallìAfrica e anche se fortunatamente non cita direttamente Dante di sicuro con Inferno e Paradiso ci va a nozze. Chiude il cerchio una donna appena mollata dal marito che deve gestire una fattoria da sola. Che sia quello l'inferno?
Film come scritto da qualcuno sui buoni sentimenti che prosegue con scenette scollegate che lasciano il tempo che trovano. Vita reale di disperati con scene di scazzo e nervi tesi in attesa che arrivi il terremoto. E qui le cose ovviamente peggiorano anche se sul finale c'è un briciolo di speranza prima con una cena in una chiesa senza soffitto, poi dopo i titoli con il bambino che corre fra le case ricostruite. Speriamo non sia un anticipo alla MCU. Fra i film dimenticabili del 2022. Ovviamente nessun product placement