Riprendiamo lo speciale su Sacha Guitry con le perle della corona film del 1937 dove il nostro autore riesce quasi ad essere postmoderno. La storia è quella delle perle della corona d'Inghilterra, lo stile è quello classico di Guitry, il Leonardo Pieraccioni (so bello, figo, autore, trombafighe, narratore, tuttoio) teatrale degli anni '30/60 ma almeno a ragione. La storia delle perle della corona dal 1570 al 1930 (attenzione spoiler) viene narrata dal narratore (interpretato ovviamente da Guitry insieme ad altre quattro parti fra cui, guarda un po', ancoravolta, Napoleone) che passando da fior di personaggi storici (Napoleone, Enrico VIII, Clemente III, Anna Bolena, Caterina De Medici) ed eventi storici (lo scisma inglese, la rivoluzione francese) parla della storia dele perle che di volta in volta vengono perse, recuperate, regalate, messe all'asta, rubate. Tutto visto e raccontato in un montaggio che spazia fra tempo e luogo e lingua veramente interessante. Per fare un esempio il narratore spiega il piano di Enrico VIII in francese, Enrico VIII fa la richiesta al suo valletto in inglese, risponde l'assistente del Papa in italiano. Si parte dalla ricerca delle perle in ogni angolo del mondo con una trovata da un nero subacqueo che la recupera con i denti, una in una ciotola di riso dai cinesi e un'altra dalla regina d'abissinia di cui parlerò fra poco. Ricerca impossibile fatta fare da Clemente III ad un bel suddito per distogliere le sue attenzioni dalla sua pupilla e che una volta compiuta, in un misto fra verità e satira tipici di Sacha Guitry lo farà uccidere. Anni dopo nel 1630 le perle sono rubate da tre ladri che se le spartiscono in una locanda, la stessa dove 300 anni dopo si ritrovano il narratore, un emissario della corona e uno del Papa che decidono di unire forze e conoscenze per recuperarle. Sacha Guitry mantiene le sue caratteristiche (attenzione non il suo film più famoso/ambizioso/costoso ma secondo me il più bello ed innovativo): la storia, la verità e l'ironia, ma anche sensualità per l'epoca. La regina permette ad un piccolo suddito di leccarle le dita, la sua assistente amata (la bella e giovane moglie di Guitry Jacqueline Debulac) viene corteggiata da un ricco bavoso che oltre alle battutine la guarda mentre si spoglia dal buco della serratura come nelle commedie erotiche italiane degli anni '70 e la regina abissina interpretata da Arletty ha delle conchiglie al posto del reggiseno.
Nessun product placement se si esclude il ritrovo dei tre sul transatlantico Normandie della Compagnie Generale Transatlantique. Qui i tre hanno l' ultima perla ritrovata che per uno sbaglio cade in mare. Spoiler esattamente come col Titanic.