H.G. Lewis torna al sesso.
Dopo gli esperimenti nel gore che ha abbandonato momentaneamente si rende conto che ancora il campo più redditizio è quello dell’esibizione di tette e culi. Siamo però all’inizio del periodo della rivoluzione sessuale e dello sdoganamento del nudo nel cinema anche mainstream; non vi è più bisogno così di trovare la scusa del campo nudisti per mostrare corpi senza vestiti e la cosa può essere spinta un po’ di più. Dal nudie si passa al softcore.
Marie Barker, interpretata dalla sconosciuta Julia Ames, è un’adolescente che scopre il sesso e lo utilizza come ribellione alla famiglia in puro spirito pre-sessantottino. Vivendo con genitori solo apparentemente in armonia sessuale (all’inizio li vediamo felici e innamorati ma poi scopriamo che lui se la fa con la segretaria e lei accalappia il primo uomo incontrato in un bar e se lo porta a letto) e piuttosto ipocriti che le fanno la ramanzina perché marina la scuola per andare a scopare con il suo ragazzo, decide di ribellarsi a tutto ciò e di intraprendere una propria vita sessuale molto spregiudicata ed indipendente che prevede di andare con l’amante della madre facendosi scoprire apposta da lei, restare incinta e abortire facendosi pagare l’intervento dal suo compagno che probabilmente non è neppure il padre, saltare addosso al dottore che l’ha fatta abortire. Finirà in un istituto per ninfomani…
Seppure il film sia recitato in maniera tremenda (Julia Ames e Jean Lamee hanno qualità inversamente proporzionali, tanto brave dal lato erotico quanto pessime in recitazione) e la sinopsi non sia particolarmente curata nonostante i buoni propositi di rottura con gli stereotipi puritani, non riesce a dispiacere del tutto per via di una fotografia in bianco e nero assai curata e una buona regia sempre da parte di Lewis che gira sotto pseudonimo e per via di un ingenuo quanto genuino approccio alla sessualità anticipando i tempi che verranno.
Durante una sequenza girata in un Luna Park tra le insegne delle varie attrazioni vi è anche quello della Pepsi Cola (difficile considerarlo product placement visto il budget irrisorio del film girato in pochissimo tempo). Le auto che vediamo sono Buick.