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CINEMA
5 Marzo 2013 - 22:00

BARBA E DINTORNI

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Godard e la pubblicità (16)
BARBA E DINTORNI

MADE IN USA – Jean Luc Godard (1966)

La bulimia realizzatrice di Godard negli anni sessanta non conosce sosta. Appena un’occasione con due franchi da mettere in gioco si presenta, l’autore francese si fa trovare pronto a mettere in piedi una sceneggiatura e a filmarla senza soluzione di continuità. I suoi film diventano prodotti finiti in poco più di un mese e a costi bassi per cui può permettersi successi di pubblico non esaltanti.

Nel contempo si fa sempre più mitica la sua figura di regista fuori dagli schemi in grado di influenzare le varie correnti del giovane cinema contemporaneo che cominciano a svilupparsi in quegli anni.

“Made in USA” nasce improvvisando, a seguito di una telefonata del produttore De Beauregard, su una traccia “noir” che parte da un romanzo di Donald E. Westlake omaggiando il cinema di questo genere degli anni ’40, citando Disney e Bogart, ed arrivando alla politica antiamericana presessantottina, attraversando Debord, il situazionismo e la “pop art”!

Marlowe diventa donna (Godard richiama ancora una volta la Karina a reggere il ruolo di protagonista ma pare che il set sia stato per lei un inferno per le continue punzecchiature rancorose del regista) e l’intero hard boiled sia letterario che cinematografico viene destrutturato similmente a quanto cominciavano a fare anche i registi del cinema Novo brasiliano (la rivoluzione silenziosa di Godard comincia a mostrare effetti nel mondo dell’arte mondiale più di quanto il pensiero politico “urlato” dello stesso non farà nel mondo reale).

Come per il precedente “Masculin Feminin” JLG riassume l’operazione con uno slogan ad effetto (ricordate “il figli di Marx e della COCA COLA”): “Made in USA è un film Disney con del sangue, quindi un film politico”.

La critica al consumismo e allo stile di vita europeo “influenzato” dagli USA avviene tramite una pellicola visivamente tra le più belle del regista in cui i colori vengono sparati allo spettatore con un gusto pop mai così felice portando a compimento una ricerca più istintiva che cerebrale di Godard e Coutard iniziata con “Un femme est une femme” e continuata prima con “Le mepris” e poi con “Pierrot le fou”.

Citazioni letterarie: Adieu la vie, adieu l’amour di Jean Vautrin; Au fond de l’homme di Georg; Groddeck edizione GALLIMARD; Gauche année zéro di Marc Paillet; un personaggio si chiama David Goodis

Citazioni cinematografiche: les enfants terribles, Disney, H.Bogart, personaggi si chiamano Aldrich, Preminger, Widmark.

Riferimenti politici: Marocco, Ben Barka, Kennedy

Frasi “godardiane”: La guerra non è mai finita, cambia nome ma è sempre quella; La finzione già prevale sulla realtà; La pubblicità è una forma di fascismo; La destra e la sinistra sono concetti superati

Giornali e riviste citati: EUROPE 1; NEWSWEEK; LE MONDE; L’EXPRESS

Product placement (?): RICARD (su posacenere); TOTAL; Auto ALFA; MICHELIN; olio LOCKHEED; brand auto CHRYSLER; RIPOLIN; AIWA

Stefano Barbacini

Una storia americana

Regia: Jean-Luc Godard
Data di uscita: 27/01/1967
Cast:
Anna Karina
Brand:
Alfa Romeo

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