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CINEMA
5 Gennaio 2025 - 10:37

SESSO, DROGA E CENTRI COMMERCIALI

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The Canyons (Paul Schrader, USA, 2013)
SESSO, DROGA E CENTRI COMMERCIALI

Ecco uno di quei film che, come si dice, “dividono la critica”. In realtà The canyons (2009) a mio parere non sarebbe stato così divisivo se il regista non fosse Paul Schrader e non lo avesse scritto Brett Easton Ellis. Gli estimatori del regista o dello scrittore (o entrambi) hanno fatto a gara a trovare nel film significati innovativi, una specie di operazione “sulla fine del cinema” (avallata dalle immagini di cinema chiusi che Schrader appone ad inizio e fine film), un meta-discorso cinematografico sulle nuove realtà digitali e tecnologiche che decreteranno la morte delle sale e delle proiezioni. Dai denigratori (a livelli decisamente eccessivi, su Imdb ha una media inferiore a 4/10 e pure i critici di riferimento del sito - per lo più americani - lo hanno massacrato) bisognerebbe togliere coloro che se vedono sesso spinto in un film lo considerano a prescindere pornografico e di basso livello (purtroppo siamo ancora lì…).

Diciamo subito che il film è più segnato dallo script di Ellis (certo non dei suoi migliori) che non di Schrader che cerca in qualche modo di dare un senso altro (probabilmente da questo punto di vista chi vi ha visto un’operazione metacinematografica non ha del tutto torto) ad una trama che, nonostante il nome di chi l’ha scritta, andrebbe bene giusto per un thriller erotico dozzinale di quelli prodotti da Playboy, ad esempio.

Una storia che vede implicati un produttore cinematografico (in realtà un vacuo e narciso figlio di papà a cui il cinema non interessa affatto), la sua donna con cui ha un rapporto non convenzionale (cuckold, scambismo) ma di cui è gelosissimo, un attore fallito in cerca di un primo ruolo ottenuto grazie alla compagna la quale è un’organizzatrice cinematografica che collabora con il produttore e che ha spinto per fargli avere la parte. Questo lo capiamo durante la cena ad inizio film tra le due coppie, poi il film diventa un vaudeville di intrecci sessuali (l’attore in realtà ha una storia con la donna del produttore da tempo, il produttore ha un’amante e fa seguire l’attore, l’amante del produttore è vendicativa e contatta la donna del produttore…insomma una roba da soap opera con in più un ricatto omosessuale organizzato non si sa bene a che fini…) che finirà in un atto di violenza tipico dei libri di Ellis.

Per fortuna qui i “corpi”, grazie anche ad una Lindsay Lohan che porta “sé stessa” sullo schermo, sono veri e non patinati. Vi sono momenti che rendono il film intrigante e affascinante (per lo squallore del mondo fasullo dei ricchi e dei produttori cinematografici “per hobby”, per la noia che porta allo scambismo, più un regolamento di conti che non vero piacere in questo caso) ma non si può non vedere che l’attore porno, James Deen, assurto a protagonista e il suo compare/antagonista Nolan Gerard Funk sono pessimi (e non mi si venga a dire che la loro recitazione imballata è voluta, anche lo fosse è ugualmente insopportabile), che alcuni switch della trama sono assurdi e pertanto non paradigmatici nel mostrare “l’assurdità” della vita di questi personaggi (che sono quelli tipici di Ellis, tra droga, sesso ed estetismo con la differenza che sulle pagine dei suoi libri, nei momenti migliorii, sono “mostri” reali, dannati della terra, qui solo dei poveracci inconsistenti), che tutto il discorso sulle nuove tecnologie è trattato con una puerilità preoccupante per autori che vorrebbero farne il clou della disanima.

Insomma, pur ammettendo che Schrader abbia voluto fare un’opera glaciale, un noir 2.0, un lapidario commiato dal cinema in generale e dal suo in particolare (notoriamente le sue sceneggiature sono sempre state gioiellini da portare alle scuole di cinema come esempio e il suo noir è sempre stato corrosivo mai estetico), possiamo affermare, nonostante stiamo parlando di un grande del cinema, che l’operazione non gli è affatto riuscita? (voto 5+).

In un centro commerciale vediamo Vuitton, Macy’s, Tory Burch ben in mostra, di Mercedes se ne parla, la Apple fornisce Iphone e Mac, tra i telefonini si vede anche un Nokia. Il product placement si completa con una t-shirt Canter’s LA e una Nike. Facebook la fa da star tra i social.

Stefano Barbacini

The Canyons

Regia: Paul Schrader
Data di uscita: 01/01/2013
Cast:
Lily Labeau
Brand:
Apple
Nike

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