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CINEMA
4 Ottobre 2010 - 00:40
Barba e Dintorni
La banda del Brasiliano
Una nuova realtà indipendente pare presentarsi al panorama cinematografico italiano. La Banda del Brasiliano del collettivo John Snellinberg è un prodotto decisamente interessante. Girato a Prato e Vaiano con brevi excursus a Livorno e Napoli, il film parte dalle tesi di un libro ?Non è un paese per vecchi? di Lorenzo Orlandini e Sara Del Santo, in cui vengono evidenziati i problemi dei trentenni costretti al precariato e i contrasti con la generazione dei cinquantenni che, figli dei giovani degli anni sessanta, si sono trovati la ?pappa? pronta, posto sicuro, assistenza garantita, pensioni certe ecc. Tutto quello che mancherà a questa generazione. Per mettere in scena tutto ciò la John Snellinberg film ha pensato bene di raccontare la storia di, appunto, quattro trentenni capitanati da ?il brasiliano? che per far mostrare al mondo i loro problemi rapiscono un cinquantenne impiegato comunale. Le indagini poliziesche che ne conseguono sono condotte dall'ispettore Brozzi (interpretato dal caratterista toscano Carlo Monni) e porteranno oltre che alla cattura dei malviventi anche a scoperchiare del marcio legato alla vittima. Il film girato sottocosto (dichiarano 2000 euro ma mi sembra un po' pochino) cerca di rendere effettivo il motto della JSF che ?ama il cinema d'Autore ed i b-movie; odia tutto quanto sta nel mezzo?. Infatti il disagio generazionale e i problemi sociali vengono miscelati con l'amore di regista e attori (particolarmente del protagonista in arte Luke Tahiti che interpreta il doppio ruolo del Brasiliano e dell'isp. Vannini aiutante di Brozzi, ed è anche il regista del cortometraggio, film nel film, ?Gioventù droga e violenza: la polizia interviene? contenente inseguimenti tra Giuliette e party psichedelici anni '70) per i poliziotteschi celebrati dai manifesti che sono affissi ai muri della casa in cui viene tenuto il rapito. Tra questi troviamo quelli di ?La polizia incrimina, la legge assolve?, ?La banda del gobbo?, ?Roma violenta?, ?Milano odia: la polizia non può sparare? ecc. I rapitori vivono male la loro nostalgia per un cinema ed una situazione sociale e politica, quella degli anni '70, che non esiste più e coscienti della loro miseria (?Negli anni settanta hanno rapito Aldo Moro e noi un impiegato comunale del cazzo?) intavolano discussioni generazionali con il sequestrato di questo tono: ?Tu sei nato fortunato. Tu hai vissuto negli anni in cui uscivano i polizieschi, stronzo. E tu andavi a vedere Ciccio e Franco e Lando Buzzanca! Per colpa tua non ne fanno più di film così!?. E l'impiegato ribatte: ?ma siamo noi genitori che vi riempiamo di soldi per permettervi di vivere senza fare niente!?. E il brasiliano: ?sì ci avete dato i soldi per andare al cinema ma ci avete tolto i film!?. Anche se poi il monito finale è tutt'altro che grottesco, quando si giunge al momento in cui i rapitori hanno deciso di giustiziare il rapito, si spara con una pistola a salve con queste parole: ?Non ti uccidiamo perchè non siamo criminali. Ma dovete fare qualcosa perchè se no un giorno qualcuno prenderà una pistola, una pistola vera?. L'atmosfera di venerazione per quegli anni e per quel cinema continua anche nelle musiche (pezzi dei Calibro 35 e de La banda del brasiliano, band specializzatesi nel revival di colonne sonore del cinema di genere) e nell'esibizione di marche per l?ipotetico product placement. Infatti su un tavolo è sempre presente il J&B (?no non mi piace anzi mi fa pure schifo ma deve restare qui?) non una semplice brand ma LA BRAND dei polizieschi, così come è ricordato il FERNET BRANCA e NEGRONI su una scatola di legno. Infine divertentissimo intermezzo all'interno di un cinema in cui i nostri si stanno gustando ?Milano odia...? ed un esperto di cinema esclama: ?erano proprio filmacci?. Al che il brasiliano gli si avventa contro gridando ?ma che che sei venuto a fare qui, ma vatti a vedere un film coreano del cazzo!? Altre marche meno vintage e non so quanto volontariamente inserite fanno la loro apparizione. Un bambino gioca con un furgoncino AUTOGRILL, un attore indossa occhiali ARMANI, un altro una tuta da pilota con i marchi ELF, ROTHMAN'S, MIR, BRIDGESTONE e IGMA. L'impiegato comunale afferma che sceglieva i film con Ciccio e Franco su LA NAZIONE, le auto del rapimento sono due PANDA, l'ispettore Vannini guida una LANCIA con santino FULCI VIVE! E in un dialogo la ROVER viene etichettata come ?la solita macchina inglese. Quelle inglesi sono macchine di merda?.
Stefano Barbacini
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