Facebook Twitter Canale Youtube RSS
CINEMA
4 Luglio 2013 - 23:30

BARBA E DINTORNI

 Print Mail
Bunuel e la pubblicità (8)
BARBA E DINTORNI

AMANTI DI DOMANI – Luis Bunuel (1956)

Con “Amanti di domani”, nel 1956 Bunuel torna in Francia, in Corsica per la precisione, e gira questa pellicola parlata nella lingua di D’Artagnan.

Tratto dal bel romanzo di Emmanuel Robles “Cela s’appelle l’aurore” vede nel ruolo del protagonista Georges Marchal, medico di provincia di quelli tutto cuore e cure gratis ai poveri, con bella moglie insoddisfatta della vita “isolana” e vogliosa di tornarsene a Nizza, tra la borghese civiltà. A far naufragare definitivamente il matrimonio arriva la fascinosa Clara con l’aspetto della giovane ed irresistibile Lucia Bosé con cui intreccerà una storia “scandalosa”.

Ma la storia d’amore contrastato interessa lateralmente Bunuel che è invece affascinato dall’isola francese e dai suoi abitanti, con piglio quasi documentaristico riprende contadini che trascinano muli, bambini che giocano a guardie e ladri, circensi che suonano violini in bicicletta, attività contadine, corse lungo la rena, scorci di paese con stretti vicoli, mercerie, gelaterie, tabacchini. E poi gli animali, asini, gatti, tartarughe e galline ancora una volta accompagnatrici verso la morte.

Il filone narrativo alla fine preponderante è poi il contrasto tra il ricco padrone terriero sfruttatore di poveri e di immigrati italiani con il contadino Fasaro che, con la moglie in fin di vita e per questo non in grado di lavorare come dovrebbe, viene licenziato dal benestante insensibile affrettando così la morte della donna del poveraccio scatenandone la folle reazione.

Insomma è il contesto sociale quello che a Bunuel preme prima che quello sentimentale e, in una narrazione è vero piuttosto lineare e non bunueliana, riesce ad iniettare nel tessuto filmico un alone corrosivo contro borghesia e clero (i preti sono insensibili quando non conniventi, ospiti dei ricchi e disinteressati alle sorti dei poveri) richiamando addirittura l’ex amico Dalì e i surrealisti (nel film appare la “Crocifissione” di Dalì e una foto irriverente con un Cristo “sfregiato” da pali telegrafici).

Se qualche dubbio di casualità sorge per il product placement presente nel film (scatoloni, contenitori, insegne di marche a me sconosciute come BB, S!Louis, Nazda…), la scena finale in cui una pubblicità DUBONNET (DU – DUBON – DUBONNET!) fa da sfondo ne lascia molti meno…

Stefano Barbacini

Cela s appelle l aurore

Regia: Luis Bunuel
Data di uscita: 01/01/1956

Attenzione: l'accesso ai link è riservato agli abbonati Dy's World


© www.dysnews.eu