L'argent fait le bonheur comincia e si conclude sulle note de I maschi di Gianna Nannini ed è una storia di maschilismo, di chiusura mentale, di aridità sentimentale e sociale dovuta a ristrettezze economiche, disoccupazione, droga, razzismo tra immigrati di diverse provenienze. Odio e violenza. Un film cupo? disperato? Guediguian ci ha abituato a questo, ma no, stavolta ci troviamo davanti a quella che potremmo definire una commedia proletaria, come una commedia può essere se filtrata dall'amaro sguardo del regista marsigliese.
Tutta la vicenda si svolge al solito a Marsiglia, ma in una zona periferica, in un microcosmo, un caseggiato di palazzoni popolari racchiusi attorno ad un cortile da cui si esce solo nel catartico finale. Vi vive una piccola comunità di immigrati italiani, arabi, armeni.
Donne e uomini si arrabattano per tirar sera, la loro occupazione principale è il furto, quando va bene la bassa manovalanza.
L'odio è costantemente presente in questa battaglia tra poveri, la zona è divisa in due settori in conflitto fra di loro. Da una parte gli arabi, dall'altra gli italiani (ma la divisione razziale non è così netta, piuttosto è priva di senso).
Comincia una vera e propria faida quando uno degli italiani s'innamora di una ragazza dell'altra parte e spara ad uno spasimante, un poveraccio incolpevole che vive pure di là dalla linea gialla che divide i due settori. Gli alter ego del regista, un prete di quelli di confine, vicini a Cristo e lontani dalla morale cattolica, un comunista che traffica in camion e la madre del ragazzo che ha sparato, una vedova italiana interpretata dalla sempre bravissima Ariane Ascaride, decidono di dire basta al degradarsi di una situazione arrivata negli anni a questo livello di drammaticità. Una rivalità terribile ed insensata tra persone che si conoscono da sempre e che in passato hanno condiviso le difficoltà della vita.
Il giovane prete (Jean Pierre Darroussin ne è l'interprete) al grido "non abbandonate più i vostri figli" scatena una rivolta da parte delle donne del quartiere a cui si mette a capo l'Ascaride contro la stupidità degli uomini e del loro stupido onore maschile.
Ah come era bello quando poveri e vessati dalla vita si tirava avanti a rubare tutti insieme!! A questo punto nella mente del pretino balena una soluzione tutt'altro che corrispondente ai dettami papali: organizzare un grosso furto per ricompattare la comunità e metter fine alle ristrettezze economiche. L'appropriazione proletaria così com'era declamata dal comunismo ma che, in qualche modo, si avvicina anche alla divisione dei beni cristiana...
Un grosso camion della PLM SCANIA è guidato dal "comunista" ma è MARLBORO a farla da protagonista del product placement in questa pellicola di Guediguian in cui alla fine si festeggia con bottiglie di champagne MUMM.