Jack Ketchum è autore americano di culto, celebrato da Stephen King che ne ammira la prosa secca ed incisiva paragonandolo al grande Jim Thompson.
E' autore duro ma che non abusa degli effetti, spesso truculenti, per far presa sul pubblico. Parte quasi sempre da fatti di cronaca violenti, essendone evidentemente incuriosito, e poi mette su pagina gli eventi cercando di capire come l'uomo possa arrivare a tali bestialità. Senza speculazione ne falso moralismo.
Proprio per non appartenere per volontà propria al genere horror, ma perchè tratta di fatti reali o comunque realistici, disturba più degli scrittori di genere e per questo non sempre è visto bene dalla critica.
I suoi libri però incuriosiscono evidentemente i registi cinematografici dato che da questi sono stati tratti alcuni film decisamente di successo (RED) o comunque da cultori di genere (The woman).
Anche da La ragazza della porta accanto è stato girato un film del regista Gregory Wilson.
Andiamo con ordine. Il romanzo tratta di una tragica estate in cui un ragazzino dodicenne incontra la bella Meg, orfana scampata insieme alla sorella ad un incidente mortale e da poco accasata dalla zia, una divorziata con tre figli maschi tutti frequentatori della compagnia di David il protagonista.
La zia Ruth, con cui i ragazzi trascorrono gran parte del tempo perchè complice dei loro giochi e di qualche loro marachella, ha in odio la giovane Meg come anche tutte le donne, a suo dire sempre pronte a darsi agli uomini e a farsi sfruttare da loro. La tensione iniziale verso la nipote peggiora col passare dei giorni fino a sfociare in una violenza che la porta a rinchiudere Meg in un bunker sotto casa in cui lei e i ragazzini fatti diventare suoi complici diventano aguzzini della giovane arrivando a legarla, seviziarla, violentarla e peggio.
David è dapprima attratto dal poter avere il possesso del corpo di Meg che lo attrae sessualmente per poi scontrarsi con l'eccesso della violenza che lo porterà a ribellarsi, seppur tardivamente, alla situazione.
Ambientato negli anni '50 in una provincia bigotta e di strette vedute, indaga su come la mente umana è sempre in bilico tra il bene e il male rischiando sempre di volgere verso quest'ultimo perchè molto più attraente.
Ketchum ci risparmia poco, giusto alcuni dettagli, di questa discesa verso un abisso di dolore e piacere malsano a cui David non resta immune.
La storia della crudele e folle Ruth e della povera Meg arriva sugli schermi nel 2007 (il romanzo è del 1989) ed è fedelissimo al libro tranne in alcuni dettagli del finale che non viene però cambiato di senso. Purtroppo il film, niente affatto brutto, perde gran parte della doppiezza intima della figura di David, della sua attrazione per il corpo di Meg e dei suoi sensi di colpa per non aver preso posizione in sua difesa subito, preferendo lasciarsi trascinare dagli amici e dai propri impulsi che non andando a cercare di fermare le sofferenze inferte all'amica. Si rischia quindi di perdere di vista l'obbiettivo principale del libro e presentare agli spettatori un thriller horror comunque interessante ma che non riesce a scendere in profondità e a disturbare come lo scritto.
La prima pagina del romanzo di Ketchum contiene in poche righe riferimenti ad una credenza HOOSIER, a VOLKSWAGEN e VOLVO. Capiamo quindi che lo scrittore non si fa certo problemi ad inserire marchi e citazioni (soprattutto per film e programmi tv popolari negli anni '50) così i ragazzini a casa di Ruth bevono continuamente COCA COLA quando non birra SCHLITZ mentre la donna fuma una CAMEL dietro l'altra...
Product placement principalmente commestibile anche quello presente nel film di Gregory Wilson tra birre SCHOENLING e rootbeer BLACKHAWK con la presenza anche dei RITZ.