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CINEMA
3 Maggio 2012 - 23:28

BARBA E DINTORNI

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Godard e la pubblicità (6)
BARBA E DINTORNI

LA DONNA E’ DONNA – Jean Luc Godard (1962)

Partendo da un soggetto di Genevieve Cluny poi elaborato da JLG stesso e pubblicato sui Cahiers du Cinema, già diventato film nel 1960 con il titolo “Les jeux de l’amour” e opera d’esordio di Philippe De Broca, il regista con “La donna è donna” licenzia un perfetto veicolo per il lancio definitivo della musa e prossima moglie Anna Karina.

Infatti l’attrice conosciuta durante l’opera precedente, nel corso delle riprese continua il turbolento rapporto di coppia con Godard restandone anche incinta e convogliando a nozze al termine del film.

Storia di Angela spogliarellista da tabarin che vive con Emile (Jean Claude Brialy) che ama ma non riesce a convincere ad avere un figlio. Dopo continui litigi e riappacificazioni (il rapporto tra i personaggi continuamente rimanda alle vicende personali della coppia Godard-Karina) la donna decide di darsi all’amico di Emile, Alfred, che da tempo le fa la corte, un po’ per dispetto, un po’ per civetteria.

Tornata a casa da un Emile pentito gli confessa sia di essere incinta che di essere stata con Alfred. Il finale del film contiene il famoso gioco di parole nel botta e risposta tra Brialy (Tu est infame) e Karina (Non, je suis une femme) a mo’ di epitaffio a conclusione di questo scherzo serioso.

Il soggetto interessa parzialmente Godard che gira un omaggio ai musical hollywoodiani sperimentando per la prima volta il colore e il cinemascope con lo scopo di smontare la struttura del film (cosa che farà poi abitualmente in molte opere future) e di rompere la narrazione tradizionale.

Gli attori parlano direttamente al pubblico, sbagliano le battute e le ripetono, accennano a passi di danza scimmiottando scene dei musical, i tempi sono volutamente alterati (ad un certo punto Angela si sta cuocendo un uovo, lo lancia in aria, va ad aprire alla porta e poi torna per vederlo ricadere perfettamente nella padella).

Insomma il regista comincia a giocare con le immagini e ad irritare il pubblico con scarti narrativi inconsueti, non rinunciando ad infarcire la pellicola di citazioni letterarie (emblematica la sequenza in cui la coppia in lite decide di parlarsi senza voce attraverso a titoli di libri presi dalla biblioteca e mostrati al pubblico) e cinematografiche (una ballerina cita “Tirate sul pianista” e Jeanne Moreau fa una comparsa per parlare di “Jules et Jim”, entrambi dell’amico Truffaut).

Per JLG il cinema è sempre più un mezzo per esprimere le proprie idee, le proprie passioni, la propria vita indipendentemente da una logica sostenibile.

FRANCE SOIR, FIGARO, MARIE CLAIRE (?!), L’HUMANITE’, L’EQUIPE sono le letture preferite proprio di Godard e per questo appaiono nel film nel corto circuito vita-finzione. Possiamo considerare questo product placement? Lo sono le GITANES realmente le sigarette preferite del regista?

Omaggi che diventano importante visibilità per brand e testate.

Stefano Barbacini

Une femme est une femme

Regia: Jean-Luc Godard
Data di uscita: 01/01/1961
Cast:
Anna Karina

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