1977 Brasile, a quei tempi qui succedevano cose bizzarre. Una didascalia iniziale così recita e, nei primi 40 minuti (dei 160 totali) di cose bizzarre ne accadono in Agente segreto, il film di Kleber Mendonca Filho finalmente arrivato in sala anche in Italia dopo esser stato ben accolto (4 premi) a Cannes: un cadavere lasciato marcire sul selciato di un distributore coperto di mosche e assaltato dai cani; una carcassa di uno squalo che contiene una gamba umana strappata a morsi; un omicidio con il corpo del morto gettato in un fiume.
Ad unire il tutto la storia del protagonista, Marcelo (Werner Moura, l’Escobar di Narcos), che subito vediamo nel film fermarsi ad un distributore Esso (product placement) in un’atmosfera western. Il nostro sta fuggendo da qualcosa e sta recandosi a Recife (per inciso la città di nascita e, quindi ben conosciuta, di Mendonca Filho) dove lo aspetta un’energica vecchina che ha organizzato un rifugio per fuggitivi (immigrati clandestini, rivoluzionari, oppositori al regime). Piano piano, con il tempo “naturalistico” della narrazione del regista, ricostruiremo pezzo per pezzo la sua storia che ha a che fare con la dittatura e criminali simil mafiosi a cui il regime concede di operare liberamente.
Mendonca Filho è al suo quarto film di fiction, nei primi due (Il suono insieme e Aquarius) ci aveva dato due opere sofisticate piene di detto e non detto e di visione grottesca, ma non troppo, della realtà quotidiana brasiliana (senza mai trascurare il malessere politico-sociale), nel terzo Bacurau, invece ha esploso tutto il suo amore per il film di genere dandoci un’opera di horror-sociale gustosissima. Le due anime, autoriale e di genere si miscelano abilmente in questo suo ultimo film che a tratti spiazza per come prenda derive diverse dalla linea dritta del racconto verso accenni di horror, sexy movie, commedia, thriller. Tutto ciò evidenziato dallo stesso autore con inserimenti di manifesti cinematografici e spezzoni di film del periodo (Il presagio che sconvolge gli spettatori, Lo squalo che fa parte delle fantasie del figlio di Marcelo, Dona Flor e i suoi due mariti, Pasqualino Settebellezze, Secret Agent/Le magnifique di Le Broca da cui ha preso il titolo il regista per il suo di film e altri). Come si può notare gli interessi cinefili di Mendonca Filho sono tra i più vari: “A 14-15 anni ero già un cinefilo giovane e serio. Poi sono andato a Londra dove ho scoperto sia la televisione britannica che i cinema di Londra. Ho potuto scoprire così i film di Herzog, Fassbinder, quelli della nouvelle vague. Sono cresciuto con numerosi riferimenti al cinema americano, come Joe Dante, John Landis, Steven Spielberg o Robert Altman. Solo più tardi ho scoperto il cinema brasiliano grazie alla sua distribuzione internazionale. Autori come Nelson Pereira dos Santos, Joaquim Pedro de Andrade o Hector Babenco (…) un miscuglio di generi che ancora oggi è una sorgente d’ispirazione” (dichiarazioni di Kleber Mendonca Filho rilasciate a Xavier Leherpeur e riportate su La septieme obsession n. 61, Nov-Dic 2025).
Quindi qualsiasi tipo di spettatore, che non si fa impaurire dalle due ore e 40 di durata, può trovare soddisfazione alla visione di Agente segreto e scoprire una volta di più il talento genuino di questo regista brasiliano, ormai una delle realtà più notevoli del cinema mondiale. (voto 7+)
Oltre alla già citata Esso, tra le marche abbiamo Coca Cola ma anche Pepsi, birra Skol ma anche Brahma, Pirelli, Panasonic, Sony, Samsung, Google, Kodak, detersivo Rinso, il maggiolino giallo del protagonista, la Chevrolet di due sicari, magliette Lacoste, Drop dead e Pitombeira. Tra le vintage del periodo Basf e Philco.