Dopo aver recuperato dal nostro archivio Lake of Dead del 1958 per lo speciale del BFM - Bergamo Film Meeting 2026 (dove la Fantamaratona è dedicata ai laghi maledetti), ho recuperato anche il suo remake, sempre preso dal romanzo di Andre Bjerke e diretto da Nini Bull Robsahm.
La trama è praticamente identica: 4 uomini e 2 donne alla ricerca del gemello di una delle due con il quale ha un rapporto telepatico. La Robsaha ci risparmia il prologo della teiera e parte direttamente dal viaggio in treno. Arrivati nella casa isolata sulle rive del lago si viene a sapere della famosa leggenda dell'omicidio e del lago che fa impazzire chi vi soggiorna.
E qui incominciano le differenze: mentre il film del 1958 si giocava sulla tensione alternata a "spiegoni", qui gli spiegoni sono limitati a favore di incubi e di citazioni dei classici dell'horror probabilmente per dimostrare che la regista non è una pivella qualsiasi, peccato che il film (e carriera precedente e futura) dimostri tutt'altro.
Innanzitutto nel 1958 si trovava il diario del fratello? Bene perchè non farglielo trovare in uno scantinato segreto e realizzarlo come fosse il Necromicom? Ma siamo anche in una baita isolata e allora aggiungiamo un po' di Cabin Fever ed un liquido nero che sgorga da ogni parte della casa e dei corpi. E, nella follia "Sono il tuo ragazzo adesso, Nacy" e così è servito anche Freddy Krueger mentre il finale ovviamente ricalca Jason con la canoa in mezzo al lago.
Anche il product placement è diverso con l'auto del fratello che diventa una Land Rover, e il cane non muore. Misery viene citato, Cujo fortunatamente no.
Decisamente meglio l'originale. Voto 5