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CINEMA
2 Marzo 2011 - 09:09

BARBA E DINTORNI

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Bunuel e la pubblicità (3)
BARBA E DINTORNI

SUSANA – Luis Bunuel (1951)

 

Arriva nel temporale, fuggita dal riformatorio e dalla compagnia di ragni, scorpioni e pipistrelli. Appare ad una finestra a turbare il focolare della tranquilla famiglia del proprietario terriero Guadalupe, di sua moglie e di suo figlio, annunciata in realtà dalle parole della “superstiziosa” serva di casa che preavvisa l’arrivo del diavolo.

E’ giovane, bella e selvaggia, Susana. Bugiarda, anche, presentandosi come povera vittima di un tentativo di stupro.

E’ carne esibita a piccole porzioni, con studiata casualità, e sono sguardi falsamente ingenui e servizievole umiltà con cui solletica le voglie degli uomini del villaggio.

Cadendo da una scala appoggiata ad uno scaffale dove custodisce la sapienza il figlio di Guadalupe, Alberto, si avviluppa, facendolo sembrar accidentale, a lui in un bacio appassionato. E il povero Alberto già dimentica i libri per l’amore.

Nella stalla, invece, ha già fatto smaniar di voglia il braccio destro di Guadalupe, Jesus, ma si ritrae ai suoi tentativi di approccio, forse perché di livello sociale più basso, fino a che lui non la ricatta spiattellandole il passato da nascondere e minacciando di rivelarlo. Senza fatica gli concede un bacio che replica il primo dato al padroncino a solo pochi istanti da quello.

E’ simulando una storta invece che porta a compimento il piano seduttivo andando a mirare addirittura al padrone Guadalupe, facendosi tastare la bianca carne del ginocchio e poi quella della coscia…

Ormai l’acqua s’è incanalata e non c’è verso di fermarla. Il ciclone sessuale scatenato dalla irrefrenabile ragazza travolge tutto. Il primo è Jesus cacciato dal padrone, poi Guadalupe e il figlio si rivoltano alla madre e, sempre per motivo di lei, il biondo serpente, si guasta il rapporto tra di loro.

Quando ormai la famiglia è così fatta a pezzi, lacerata, ritorna il passato di Susana a riprendersela sottoforma di guardie del riformatorio avvisate da Jesus.

E l’acqua si ritira come quella del mare che con onde d’alta marea scompigliano la sabbia ma poi, indietreggiando la lasciano ancora liscia come prima e così la famiglia si riunisce ma dietro al moralistico happy end, siamo sicuri che basta chiudere quella porta dietro le spalle per ritrovare l’originale serenità?

Bunuel filma le passioni stando addosso ai personaggi che non riescono a trattenerle fino all’apice di rabbia e dolore della matrona gelosa e tradita che colpisce con veemenza crudele la ragazza perturbatrice a colpi di frusta con un montaggio sadico e violento.

Niente product placement in questo film ambientato tutto in un villaggio e all’interno del cortile della fattoria di Guadalupe. Da notare solamente che per curare il mal di testa che affligge il figlio, la madre di Alberto gli consiglia un’ASPIRINA (come se potesse bastare quella per togliersi dalla mente la procace Susana!). Potrebbe essere un name placement per il farmaco commercializzato dalla BAYER dato che in Messico resta un marchio registrato, come per altro in Italia, ma in realtà in America era ormai, già dagli anni ’20, marchio non più registrato e il termine usato per indicare quel tipo di medicina in modo generico. Difficile dire l’intento della battuta. Comunque i produttori del tempo sicuramente non erano scontenti della cosa.

Stefano Barbacini

Adolescenza torbida

Regia: Luis Bunuel
Data di uscita: 01/01/1951

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