Il filone sexy si sta esaurendo nelle intenzioni di Herschell Gordon Lewis che sta già progettando i film per cui verrà ricordato, i gore movies. Giunto al terzo film “back to back” del genere ormai si comincia a non poterne più.
Questa volta, come il titolo promette, è Virginia Bell, prosperosa anche se non bellissima stripper di burlesque famosa nell’ambiente, la coprotagonista e probabilmente l’unico interesse del film.
La trama è semplice, al solito, con Bill Kerwin, ormai presenza fissa nel cinema di Lewis, nei panni di un ricco uomo che è ossessionato da un sogno ricorrente di cui è protagonista una donna bellissima. Lo psicologo gli consiglia di farsi fare un identikit della donna del sogno e di cercarla. Lui seguirà il consiglio e scoprirà (il va sans dire) che la nostra frequenta il solito campo nudisti (e via di baseball giocato nature, giochi sulla spiaggia, nuotate e il tutto allegramente nudi) anche se al momento della visita non è presente. Allora il nostro si reca ad uno spettacolo della donna (Gina Aldair, aka Virginia Bell) ed arriva il clou della pellicola: la Bell ci concede un’intera sua esibizione sul palcoscenico e mette in mostra le enormi ghiandole mammarie di cui la natura l’ha fornita. Si scoprirà poi che Gina è costretta da un gangster a farle da “pupa” per un debito del passato che Kerwin pagherà ma, in un finale noir, dovrà poi difendersi dagli scagnozzi del gangster che vogliono ucciderlo. Naturalmente l’eroe vince e impalma la donna non più perduta.
Che l’attrazione principale del film siano Virginia Bell e le sue tette è evidenziato anche dal flano pubblicitario che sotto il nome dell’attrice-stripper elenca le sue misure “Virgini (48-24-36)BELL in all her natural glory and just the way you like Her!”.
Lewis si aggira con la sua camera per il campo nudista esplorando più da vicino del solito i dettagli anatomici delle bellezze nude ma non fa altro di particolarmente rilevante.
Senza interesse anche il product placement che è nullo (Virginia Bell E’ il product placement del film).