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CINEMA
2 Gennaio 2012 - 23:01

BARBA E DINTORNI

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Godard e la pubblicità (2)
BARBA E DINTORNI

UNE HISTOIRE D’EAU – Jean Luc Godard, François Truffaut (1958-1961)

Nel 1958 durante un’alluvione avvenuta nella campagna francese, due giovani amici critici, entrambi vogliosi di passare dietro la cinepresa con costanza, si ritrovano in un caffè parigino a disquisire di cinema e di quanto sarebbe bello riprendere la provincia allagata.

Detto fatto, ottenuti un po’ di metri di pellicola dal produttore Braumberger, uno dei due “critici quasi registi” François Truffaut, accompagnato da due giovani attori, Caroline Dim e Jean Claude Brialy, parte per un week end nei pressi di Montereau e gira tutto quello che può.

Al ritorno però, visionato il materiale, si dichiara insoddisfatto e si disinteressa al progetto. Sarà poi Jean Luc Godard (l’altro critico dei Cahiers) a prenderlo in carico per costruirci in sala di montaggio una storiella tra una ragazza bloccata dai campi allagati ed un forestiero di passaggio che la carica sulla sua FORD TAUNUS (esaltata come “c’est la reine” da Brialy mentre si destreggia tra gli allagamenti, e vera coprotagonista del film in un product placement, involontario quanto si vuole, assai efficace) per portarla a Parigi. Durante il tragitto i due si innamoreranno.

L’interesse del corto (che nel titolo contiene già il divertimento per i giochi di parole di Godard, qui si parafrasa il titolo del romanzo erotico Histoire d’O appena uscito) sta tutto nella capacità di Godard come montatore (alterna e miscela immagini di poveri contadini bloccati dall’acqua con quelli dei due protagonisti) sperimentale, a tratti psichedelico, che adotta lo stesso andamento da comiche di “Charlotte et Veronique” dichiaratemente omaggio a Mack Sennett.

Inoltre il corto non contiene dialoghi ma una “voice over” della ragazza (la voce non è però della Dim ma di Anne Colette, compagna di Godard per cui già ha interpretato Charlotte) che racconta il nascere della propria storia d’amore esplicando le solite manie citazionistiche di JLG il quale infarcisce il testo di Balzac, Baudelaire, Degas, Giraudoux ecc., riportando anche un episodio accaduto durante una lezione universitaria di Aragon su Petrarca che si fa paradigma teorico (concerne il diritto di un relazionatore, ma anche di un regista, di deviare dal proprio soggetto, infatti Aragon parlò più tempo di Matisse che non di Petrarca, per poi tornarvi nelle conclusioni finali, proprio come i due ragazzi che per giungere a Parigi devono deviare dalle strade impraticabili).

“Histoire d’eau” presentato solo nel 1961 assieme a “Lola” di Demy fu sonoramente fischiato insieme al lungometraggio. Ma da un pubblico che fischia impietosamente l’esordio di Demy con la magnifica Anouk Aimée non si poteva pretendere altro…

Stefano Barbacini

Une histoire d eau

Regia: Jean-Luc Godard
Data di uscita: 01/01/1961

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