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CINEMA
1 Luglio 2022 - 00:25

IL CINEMA RITROVATO DI BOLOGNA 2022

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Canoa: memoria de un hecho vergonzoso (Felipe Cazals, Mex, 1976)
IL CINEMA RITROVATO DI BOLOGNA 2022

La Criterion Collection continua la sua meritoria riscoperta di capolavori del passato ed in collaborazione con il Festival de Il cinema ritrovato di Bologna (XXXVI edizione) presenta il film messicano del 1976 Canoa: memoria de un hecho vergonzoso di Felipe Cazals, regista di cui in Italia si sa poco, film di denuncia girato con la tecnica del falso documentario (interviste a pseudo protagonisti, ricostruzioni di notizia di agenzie giornalistiche…).

Si rievoca qui il massacro, realmente avvenuto il 14 settembre 1968 a San Miguel Canoa, paesino ai piedi di alcune montagne messicane, di un piccolo gruppo di giovani accusati di essere studenti rivoltosi (siamo nel periodo delle rivolte studentesche, appunto, e in Messico autorità, potentati e chiesa non ci andavano sul sottile ordinando di reprimere e uccidere alla polizia i giovani protestatari per difendersi dal pericolo “comunista”). Se non che in questo caso (posto che sia comunque lecito uccidere studenti in protesta…) vi fu un clamoroso errore di valutazione dato che i cinque giovani giunti in paese al solo scopo di scalare una montagna non erano studenti ma impiegati all’Università che nulla avevano a vedere con le lotte sessantottine.

Linciaggio di innocenti quindi, nato dalla cieca, fanatica ignoranza di una popolazione soggiogata da un prete potentissimo che aveva legami con i potenti di Puebla e Città del Messico e si permetteva di indottrinare la popolazione verso un oscurantismo di stampo religioso. Il montare dell’odio nella popolazione ricorda quello altrettanto terrificante del seminale L’odio esplode a Dallas e arriva dopo una “preparazione” registica che sottoforma di inchiesta ci introduce al substrato sociale creatosi a Canoa per poi aumentare la tensione in una cupissima notte di pioggia torrenziale (notevolissima la fotografia di Alex Phillips Jr.) in cui i nostri cercano riparo e trovano invece la violenza e la morte.

Il bar locale, poco più di un buco, vende e pubblicizza comunque Fanta e Pepsi cola e vende pure la birra Corona, product placement tutto dissetante per il film.

Stefano barbacini

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